Domenica, 23 Febbraio 2020
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FAMIGLIE IN CRISI

L'appello del Papa ai preti: state vicini alle coppie ferite e ai conviventi

CITTA' DEL VATICANO. "Unioni celebrate in Cristo, unioni di fatto, unioni civili, unioni fallite, famiglie e giovani felici e infelici. Di ogni persona e di ogni situazione voi siete chiamati ad essere compagni di viaggio per testimoniare e sostenere". E' la raccomandazione del Papa ai parroci che hanno partecipato al corso di formazione sul nuovo processo matrimoniale, promosso dalla Rota.

Papa Francesco ha ricordato loro che sono i "primi interlocutori" sia dei giovani che desiderano formare una nuova famiglia, che dei coniugi "in crisi, con seri problemi di relazione" o di quelli che pensano di intraprendere una richiesta di "nullità". La loro prima "premura", è "testimoniare la grazia del sacramento del matrimonio e il bene primordiale della famiglia", aiutando le coppie "a vivere nelle luci e nelle ombre".

Ma sono anche chiamati a "sostenere quanti si sono resi conto del fatto che la loro unione non è un vero matrimonio sacramentale e vogliono uscire da questa situazione": siano visti non "tanto come esperti di atti burocratici o di norme giuridiche, ma come fratelli che si pongono in un atteggiamento di ascolto e di comprensione". E la premura dei parroci, chiede papa Francesco, deve estendersi al farsi "prossimi, con lo stile proprio del Vangelo, nell'incontro e nell'accoglienza di quei giovani che preferiscono convivere senza sposarsi": la Chiesa vuole essere madre e non li abbandona.

Le parole del Papa pesano e per il contenuto, e per l'uditorio al quale si sono indirizzate: i parroci hanno partecipato, dal 22 ad oggi, a un corso promosso dal Tribunale della Rota romana, per aggiornarsi su quanto di nuovo la pastorale deve recepire dai due sinodi sulla famiglia, i cui risultati sono confluiti nella esortazione papale "Amoris laetitia" e in quelle che papa Francesco ha oggi definito "opportune norme giuridiche contenute in due specifici provvedimenti: il motu proprio Mitis Iudex e il motu proprio Misericors Jesus".

"È una cosa buona che voi parroci, attraverso queste iniziative di studio - ha commentato papa Francesco -, possiate approfondire tale materia, perché siete soprattutto voi ad applicarla concretamente nel quotidiano contatto con le famiglie". I parroci sono il primo terminale di quella pastorale della misericordia con la quale il papa latinoamericano intende rivolgersi alle famiglie, sia quelle felici che quelle ferite, sia quelle in regola con il diritto canonico che quelle che non possono esserlo.

Il Papa, che qualcuno critica per una presunta indifferenza verso l'importanza del matrimonio sacramentale, ha ovviamente messo questo al primo posto, ma ha voluto sottolineare la necessità della "premura" verso le situazioni difficili o "irregolari". "Questa cura degli ultimi - ha raccomandato -, proprio perché emana dal Vangelo, è parte essenziale della vostra opera di promozione e difesa del Sacramento del matrimonio. La parrocchia è infatti il luogo per antonomasia della salus animarum".

Un attestato di simpatia al Papa per le accuse di attentato alla dottrina è venuto nel saluto a Bergoglio di don Vinicio Albanesi, durante l'udienza che Francesco ha dato proprio oggi alla comunità di Capodarco: "Non si curi - ha suggerito don Albanesi - di quanti vanno cincischiando sui 'dubia' (i quattro dubbi sulla Amoris laetitia formulati da alcuni cardinali, ndr) perché sono un po' farisei e nemmeno scribi perché non capiscono la misericordia con cui lei suggerisce le cose".

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