Sabato, 24 Ottobre 2020
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IL CASO

"A Napoli festini gay con un parroco", il dossier arriva in Curia

NAPOLI. Ragazzi maggiorenni sarebbero stati  adescati da un parroco di Napoli, attraverso i social network,  per partecipare a festini gay: la vicenda è stata portata al  vaglio dell'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe  che, oggi, non ha voluto esprimere commenti in merito.

  Un vero e proprio dossier quello giunto nella sede della  Curia Arcivescovile partenopea, con i particolari di quanto  accaduto: gli appuntamenti sarebbero stati presi anche  attraverso una specifica chat alla quale, fa sapere uno dei  giovani adescati, che ha 28 anni, molti preti si collegherebbero  - a suo dire - in maniera abituale.     Per le prestazioni sessuali ci sarebbe stata anche la  corresponsione di denaro, 20-30 euro ad appuntamento, che però  il ragazzo riferisce di avere percepito solo su insistenza del  parroco.     In una intervista rilasciata al Il Mattino il giovane svela  come tutto è iniziato: qualche messaggio via posta elettronica,  poi la richiesta di amicizia su facebook e, alla fine, gli  incontri a sfondo sessuale, anche due-tre volte al mese.

Gli appuntamenti sono avvenuti, secondo quanto dice il  28enne, nell'abitazione del parroco, poi anche in altri  appartamenti.    Il legame con il sacerdote si sarebbe instaurato in un  momento particolare della vita del giovane: dopo le prime  remore, il ragazzo si sarebbe lasciato andare. Nell'intervista  definisce l'uomo di Chiesa una persona gentile, affettuosa,  rassicurante. Non solo. Ce ne sarebbero anche altri, di  sacerdoti, che avrebbero avuto incontri con giovani maggiorenni.    Il ventottenne riferisce anche dell'esistenza di una chat, che  nel corso degli anni ha pure cambiato nome, frequentata da  sacerdoti e frati, dove si offrirebbe conforto, una mano contro  la solitudine, e anche una particolare forma di amicizia che poi  sfocerebbe in incontri di carattere sessuale.

La storia tra il ventottenne e il parroco si sarebbe  interrotta quattro-cinque mesi fa, per volere del ragazzo: una  decisione che il parroco non avrebbe preso bene. Prima della  'rotturà - sostiene il giovane - era diventato più insistente e  questo lo infastidiva. Comunque, lui non sarebbe stato l'unico  ragazzo che il parroco frequentava. Nel dossier fatto arrivare  al cardinale Sepe si farebbe riferimento anche al coinvolgimento  di un altro sacerdote, un amico del parroco, conosciuto in  seminario, che il ragazzo ha anche cercato di contattare, sempre  via social network, ma inutilmente.

 «Non posso parlare, devo andare via subito». Così, dal canto  suo, il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, ha risposto a un  giornalista che gli ha chiesto un commento sulla vicenda del  sacerdote che sarebbe al centro del dossier in cui si ipotizzano  festini gay.

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