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Carabiniere colpito, uccide migrante: tragedia a Rosarno e scoppia la rivolta

carabinieri, Immigrato ucciso, Sicilia, Cronaca
La tendopoli di Rosarno che ospita gli immigrati

ROSARNO. Un extracomunitario ha accoltellato un carabiniere che ha reagito sparandogli con la pistola di ordinanza ed uccidendolo. È successo nella tendopoli di San Ferdinando, che nel periodo invernale ospita migliaia di extracomunitari impegnati nella raccolta delle arance nella piana di Gioia Tauro. Il militare è intervenuto insieme ad un collega per sedare una lite tra due extracomunitari. Uno dei due ha estratto un coltello e lo ha ferito ed il militare ha reagito. Sul posto è intervenuto il procuratore della Repubblica di Palmi Ottavio Sferlazza ed i vertici del Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria.

Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica del fatto, accaduto da pochi minuti. Secondo una prima ricostruzione, sembra che i due extracomunitari stessero litigando perchè uno aveva cercato di derubare l'altro. Sono stati avvertiti i carabinieri, che hanno inviato sul posto una pattuglia. Quando i militari sono intervenuti per cercare di riportare la calma, uno dei due extracomunitari ha dato in escandescenze tirando fuori un coltello e aggredendo il militare, che è rimasto ferito. Il carabiniere ha reagito estraendo la pistola e sparando un colpo che ha ucciso l'uomo.

Ha aggredito più volte carabinieri e poliziotti intervenuti per sedare una lite iniziata poco prima, tentando di colpire una seconda volta un carabiniere dopo averlo già accoltellato, il cittadino del Mali morto oggi dopo che il militare gli ha sparato con la pistola d'ordinanza. L'uomo, subito soccorso, è stato portato immediatamente nell'ospedale di Polistena dove è morto in tarda mattinata. È questa la ricostruzione fatta dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e dalla Procura di Palmi di quanto avvenuto nella tendopoli di San Ferdinando. Secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte tra vari immigrati presenti al fatto, Sekine Traore, 27 anni, del Mali, armato di un coltello da cucina con lama seghettata, mentre era in una tenda ha aggredito per futili motivi ancora poco chiari, forse per la richiesta di una sigaretta, un cittadino del Burkina Faso, ferendolo all'avambraccio destro, e poi ha aggredito un cittadino di nazionalità ghanese, tentando di rapinarlo del borsello contenente 250 euro.

Le due vittime sono riuscite a fuggire, mentre altri extracomunitari hanno chiamato i carabinieri. I militari della pattuglia arrivati poco dopo hanno cercato di parlare con Traore, rassicurandolo e cercando di riportarlo alla calma. L'uomo, tuttavia, in evidente stato di alterazione psicofisica, ha continuato a brandire il coltello colpendo più volte le pareti della tenda e cercando di fare altrettanto con chiunque cercasse di avvicinarsi. Sul posto è giunta un'altra pattuglia dei carabinieri ed una della polizia. Ogni tentativo di riportare alla calma Traore, però, secondo la ricostruzione degli inquirenti, è risultato vano. L'uomo, dopo avere lanciato delle pietre contro carabinieri e agenti, si è avventato contro un militare ferendolo con il coltello al volto, all'altezza dell'occhio destro. Gli altri esponenti delle forze dell'ordine sono riusciti ad allontanarlo, ma nonostante questo, l'uomo si è scagliato ancora una volta contro il militare già ferito al viso che a quel punto ha estratto la pistola d'ordinanza sparando un colpo che ha raggiunto Traore all'addome. Cinque tra carabinieri e poliziotti hanno subìto lesioni varie.

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