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CANALE DI SICILIA

I soccorsi e la ressa sul gommone, tragedia in mare: i drammatici racconti dei sopravvissuti

POZZALLO. Un mercantile italiano che arriva per prestare soccorso mentre il gommone rischia di affondare per la foratura di uno dei tubolari, e così la scaletta di emergenza lanciata da un mercantile italiano diventa la miccia che fa esplodere la ressa, provocando una nuova tragedia nel Mediterraneo.

Per cercare di salvarsi, nella concitazione del momento, circa 30 migranti tutti di origini centroafricana sono morti, annegati nel Canale di Sicilia. "Chi non sapeva nuotare è andato subito a fondo", hanno raccontato numerosi dei 99 superstiti dell'ennesimo viaggio della speranza finito in dramma alla polizia di Stato che li ha sentiti al loro arrivo, ieri, nel porto di Pozzallo dove sono giunti insieme ad altre 350 persone sulla nave Siem Pilot della polizia norvegese.

A bordo anche due dei corpi che sono stati recuperati dalla nave militare spagnola Numancia, che è arrivata sul posto poco dopo, ma anche 14 migranti recuperati vivi in mare. Uno di loro presentava dei sintomi evidenti di annegamento ed è stato trasferito in elicottero, assieme a un uomo che aveva un trauma maxillo-facciale, a Lampedusa per le prime cure. Secondo le stime dei superstiti le vittime sarebbero tra 20 e 30 persone, annegate il 29 aprile scorso in mare aperto.

E gli stessi testimoni hanno indicato senza esitazioni lo scafista del gommone: un giovane di 24 anni, Yosuf Thiarè, originario del Mali, che è stato fermato a Pozzallo su indagini della squadra mobile della polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza. I sopravvissuti hanno sostenuto che "non ha potuto fare alcunché per trarre in salvo i migranti", ma lo accusano di "avere raggiunto accordi con i libici per condurre un gommone carico oltremodo di persone".

La Procura di Ragusa lo ha indagato, oltre che per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, anche di morte di circa 25 migranti come conseguenza di altro delitto Tra i superstiti, che hanno detto di avere pagato circa mille dollari ciascuno per potere partire, anche un ferito d'arma da fuoco: "Nella connection house in Libia c'è stata un poco di confusione per il mangiare - ha detto alla polizia di Stato - e uno dei vigilanti ha sparato ad altezza d'uomo ferendomi ad un braccio".

Le indagini su uno degli altri gommoni soccorsi hanno portato al fermo di un altro scafista: il senegalese Cheikh Faye, di 31 anni. Quest'anno sono 54 gli scafisti fermati dalla polizia giudiziaria in provincia di Ragusa, nel 2015 sono stati 150. Nel 2016 all'hot spot di Pozzallo hanno fatto ingresso 5.221 migranti in occasione di 15 sbarchi.

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