Domenica, 25 Ottobre 2020
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LA POLEMICA

"A Colonia porcate come in Sicilia", bufera su frase di Panella su Raiuno

"Dietro Colonia c'è la dinamica del branco, un gruppo di maschi ubriachi, testosterone, che fanno le porcate che facevano i maschi in Sicilia e che forse fanno ancora in Sicilia"

PALERMO.  Nuova polemica sulla Rai. Questa volta a finire nel mirino è una frase dello scrittore Carlo Panella, durante la trasmissione di ieri di 'Uno Mattina In Famiglia': "Dietro Colonia c'è la dinamica del branco, un gruppo di maschi ubriachi, testosterone, che fanno le porcate che facevano i maschi in Sicilia e che forse fanno ancora in Sicilia".

E rivolgendosi all'avvocato palermitana Giulia Bongiorno che non replica, Panella dice: "Ci sono delle foto clamorose della Sicilia, la foto degli anni '50 la bedda (bella) ragazza che passa e tutti i galletti...". A sollevare la polemica è il movimento 'Siciliani liberi", fondato da Massimo Costa, che intima alla Rai, e in particolare al conduttore di Uno Mattina Tiberio Timperi, di scusarsi pubblicamente con tutti i siciliani "per non aver fermato il delirio razzista di Carlo Panella".

Anche Sicilia Nazione domattina presenterà un esposto alla Commissione di Vigilanza Rai contro le frasi razziste pronunciate ieri da Carlo Panella. “Attendiamo che la Regione Siciliana quereli la Rai, il conduttore Timperi e il giornalista Panella - ha dichiarato il coordinatore di Sicilia Nazione Gaetano Armao - per avere arrecato offesa grave all’onorabilità della Sicilia e dei siciliani. Se questo non dovesse accadere a breve, Sicilia Nazione si farà carico di presentare la suddetta querela, fornendo assistenza legale a chiunque intendesse presentarla a sua volta”.

Il movimento indipendentista invierà domani un esposto alla Commissione di Vigilanza della Rai per chiedere come sia potuto accadere un fatto così inqualificabile, come mai la direzione della Rai non abbia subito preso le distanze all’interno della stessa trasmissione, e se Panella abbia ricevuto un cachet per la partecipazione. "Riteniamo - conclude Armao - che insulti così gravi richiedano sanzioni adeguate e che non vi siano scuse credibili da parte della Rai che non prevedano anche la chiusura della trasmissione e il licenziamento del conduttore che non si è dimostrato indignato di fronte a quelle gravissime ed irresponsabili affermazioni".

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