Mercoledì, 28 Ottobre 2020
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VARESE

Omicidio di Lidia Macchi, dopo 29 anni arrestato ex compagno di liceo

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Lidia Macchi

VARESE. Un uomo è stato arrestato stamani per l'omicidio di Lidia Macchi, la studentessa trovata morta in un bosco in provincia di Varese nel 1987. L'arresto, dopo quasi trent'anni dal fatto, è stato eseguito dalla Squadra Mobile di Varese su disposizione del gip di Varese e su richiesta del sostituto pg di Milano, Carmen Manfredda. Da quanto si è saputo l'arrestato è un ex compagno di liceo della vittima. Lidia Macchi era stata uccisa il 7 gennaio 1987 con 29 coltellate. Era andata a trovare una amica ricoverata all'ospedale a Cittiglio (Varese) e non era più tornata a casa. Il suo omicidio aveva fatto clamore anche perchè dalla data della sua scomparsa, due giorni prima, genitori, amici, compagni di Cl e forze dell'ordine l'avevano cercata ovunque fino al suo ritrovamento del suo corpo in un bosco.

Lidia Macchi, aveva vent'anni ed era studentessa di legge alla Statale di Milano, e capo guida scout nella sua parrocchia di Varese. I genitori hanno sempre chiesto che venisse scoperta la verità. L'uomo arrestato per l'omicidio di Lidia Macchi, la studentessa uccisa a coltellate quasi trent'anni fa a Cittiglio (Varese), si chiama Stefano Binda. Da quanto si è saputo, l'uomo sarebbe colui che il 9 gennaio dell'87, giorno dei funerali della ragazza, avrebbe inviato una lettera anonima a casa della famiglia Macchi intitolata 'In morte di un'amicà che conteneva riferimenti impliciti e inquietanti all'uccisione della giovane.

Stefano Binda, l'uomo arrestato oggi per l'omicidio di Lidia Macchi avvenuto quasi 30 anni fa, avrebbe prima violentato la ragazza e poi l'avrebbe uccisa perchè sarebbe stato convinto che lei si era concessa e che non avrebbe dovuto farlo per il suo «credo religioso». È quanto emerge dalla indagini che hanno portato stamani all'arresto. Sia l'uomo che la vittima frequentavano ambienti di comunione e liberazione e avevano studiato allo stesso liceo.

L'uomo arrestato stamani su disposizione del gip di Varese, Anna Giorgetti, è accusato di omicidio volontario aggravato. L'inchiesta sulla morte della ragazza era stata riaperta nel 2013 dal sostituto procuratore generale di Milano, Carmen Manfredda, che aveva avocato le indagini prima coordinate dalla Procura di Varese.  Nell'ambito della nuova inchiesta il sostituto pg aveva anche archiviato la posizione di un religioso che conosceva all'epoca la ragazza e che era rimasto sempre formalmente sospettato, prima dell'archiviazione. Inoltre, l'inchiesta milanese aveva portato anche ad indagare su Giuseppe Piccolomo, già condannato all'ergastolo per il così detto delitto 'delle mani mozzatè, avvenuto sempre in provincia di Varese. Una perizia sui reperti ritrovati sul corpo e sull'auto di Lidia Macchi, però, ha portato nei mesi scorsi a scagionare Piccolomo. Negli ultimi giorni la svolta nell'inchiesta, attraverso una serie di testimonianza e riscontri, che ha portato all'arresto di stamattina.

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