Mercoledì, 02 Dicembre 2020
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A CIVITANOVA MARCHE

Feto lasciato in un sacchetto di plastica, caccia alla madre

CIVITANOVA MARCHE. Resta ancora un mistero il ritrovamento del feto di una bambina di 4-5 mesi trovato in un sacchetto di plastica abbandonato nell'androne di un palazzo di via Dalmazia 176.. La madre della piccola non è stata rintracciata, e le due quindicenni che avrebbero scoperto il sacco, senza aprirlo subito, appaiono estranee al parto prematuro o all'aborto del feto: sono state ascoltate per ore ieri notte nel Commissariato di polizia civitanovese, ma loro versione del ritrovamento casuale è risultata credibile. «Al momento - dice una nota della Questura di Macerata - nella vicenda non ci sono persone indagate».

La Polizia scientifica conduce rilievi tecnici su alcuni oggetti infilati nel sacchetto di carta scuro in cui il corpicino era deposto, il tutto poi riavvolto in una busta di plastica. La Questura conferma che il sacco è stato rinvenuto nei pressi del loggiato di Palazzo Pistilli, in via Dalmazia, nel centro di Civitanova Marche, verso le 18 di ieri.

Secondo altre fonti a chiamare il 113 sono stati dei passanti, allarmati dalle grida di alcuni ragazzini. Una delle due 15enni, che vive in una frazione vicina, a Trodica di Morrovalle, avrebbe riferito di aver notato il sacchetto su una panchina, e di averlo portato a Civitanova per aprirlo poi insieme ad un'amica.

Pensava si trattasse di un regalo dimenticato da qualcuno, e alla vista del contenuto è scoppiata in lacrime. Su questo racconto gli investigatori non forniscono conferme nè smentite, mentre l'attività di indagine, coordinata dal sostituto procuratore di Macerata Claudio Rastrelli, va avanti.

Si raccolgono testimonianze, si acquisiscono i filmati di alcune telecamere di sorveglianza posizionate nella zona ma anche in altre località della provincia. Le ricerche riguardano ovviamente anche gli ospedali e le strutture sanitarie, nel caso la puerpera sia ricorsa alle cure dei medici. La bimba era di carnagione chiara, e ben formata. Una fine penosissima la sua, che ha offuscato il clima festoso del Natale.

Potrebbe essere il frutto di un aborto illegale indotto farmacologicamente la nascita del feto di bambina abbandonato morto in un sacchetto ieri nel Maceratese. Queste le prime conclusioni del medico legale Antonio Tombolini, che, su incarico della procura di Macerata, ha eseguito un primo esame esterno del corpicino. L'autopsia è stata rinviata ai prossimi giorni, per poter condurre contestualmente l'esame del Dna, utile ad un eventuale futuro riconoscimento della madre.

La bimba, nata a circa 5 mesi di gestazione, ha la pelle chiara, e si pensa possa essere figlia di una donna asiatica o latinoamericana. È venuta al mondo viva, ma è deceduta subito dopo il parto, avvenuto senza traumi nè uso di mezzi chirurgici. Probabilmente la madre è stata assistita da una persona esperta, quelle che una volta si chiamavano 'mammanè; lo fanno pensare il cordone ombelicale reciso con delle forbici e non con mezzi di fortuna, e le condizioni del feto, lavato bene e pulito prima di essere infilato in un sacchetto di carta e quindi nella busta di plastica di una boutique. I pm Claudio Rastrelli e Luigi Ortenzi hanno aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di interruzione illegale di gravidanza.

Gli agenti della Squadra mobile di Macerata e quelli del Commissariato di Civitanova Marche, dove è avvenuta la macabra scoperta, seguono diverse piste. Ci si concentra in particolare sull'esame delle immagini girate dalle telecamere fisse che si trovano nei pressi dell'androne del palazzo di via Dalmazia, dove due 15enni hanno aperto il sacchetto e scoperto il feto. Con le due minori c'erano altri ragazzini, perchè quello è un luogo abituale di ritrovo.

Le due amichette sono state interrogate separatamente ieri notte in Commissariato, alla presenza dei genitori. Quella che ha visto la busta, appoggiata su una panchina di via Dante Alighieri a Trodica di Morrovalle, ha raccontato di aver portato l'involucro a casa, pensando fosse un regalo dimenticato da qualcuno, e poi in pullman a Civitanova, la città dove va a scuola. I poliziotti hanno fatto anche un sopralluogo a Trodica, individuando il luogo descritto dalla minore: si tratta di un parcheggio attiguo alla gioielleria Dora Lombardi, che è dotata di videocamere di sicurezza. Potrebbero aver ripreso chi ha lasciato il fagotto per strada.

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