Venerdì, 27 Novembre 2020
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Per il Giubileo pochi bambini in piazza e lunghe file, l'emozione dei fedeli

CITTA' DEL VATICANO. La gente comincia ad arrivare a San Pietro all'alba. Non c'è ancora la luce del giorno quando le vie d'accesso sono già tutte piene. File lunghe ma composte. Non è tanto la quantità di gente, quanto la rigorosità dei controlli a rallentare l'accesso a piazza San Pietro. I pellegrini alla fine hanno vinto la paura e per la Messa di inaugurazione e i primi riti del Giubileo arrivano in 70mila. Non li fermano perquisizioni e metal detector e neanche la pioggia.

Paura? "Assolutamente no", rispondono Carmela e Maria, siciliane e emigrate a Padova per lavoro. "Non potevamo non essere qui: l'apertura della porta santa è l'apertura della porta del cielo. E poi, per chi ha fede, siamo tutti nelle mani del Signore". Non si sono raggiunti i numeri dei grandi eventi come le canonizzazioni dei due Papi o le Gmg con i giovani.

Ma oggi era stata data l'indicazione tassativa che si entrava solo con il pass. E alla fine è arrivata tanta gente quanta ne può contenere la piazza. Sul sagrato le personalità, dal presidente Sergio Mattarella al premier Matteo Renzi, dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, il presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi.

 

Al gran completo le autorità 'romane': il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca e il prefetto di Roma, Franco Gabrielli. Non mancano delegazioni dall'estero: tra loro i Reali del Belgio. All'interno del colonnato del Bernini, invece, la gente più diversa tra la quale si respira emozione e solennità. Mancano un po' i folcloristici venditori di bandierine e rosari, tenuti lontano proprio dalle imponenti misure di sicurezza.

E mancano soprattutto i bambini che normalmente invece 'colorano' con i loro peluche e la loro confusione le celebrazioni di Papa Francesco. Sono comunque in piazza due fratelli di Salerno, Raffaele, 8 anni, e Celestino, 13. "Io avevo paura", confida la mamma. "Sono stato io a spingere per venire", interviene infatti il papà. E la moglie ora contenta conferma: "Sono felice di aver vinto la paura e di averli portati qui, sarà nella loro vita un momento indimenticabile".

Daniela di Milano spinge un passeggino (anche questi dovevano essere incastrati sotto i metal detector per i controlli). Dentro c'è un bambino di cinque anni un po' annoiato ma tranquillo. "Si chiama Francesco e potevamo noi non esserci?", dice sorridendo la mamma che dopo la messa porta il piccolo anche sotto la Porta Santa. "Non possiamo rinunziare a questi momenti di straordinaria bellezza - aggiunge -. Non esserci altrimenti diamo ragione a chi fa gli attentati, come quelli di Parigi".

Una celebrazione solenne ma sobria quella di questa mattina. E i fedeli si sono adeguati seguendo tutti i momenti della Messa con grande compostezza. Nei momenti di silenzio, dopo l'omelia e durante la consacrazione, l'unico 'rumore' che si sente è lo scrosciare dell'acqua delle due fontane. L'emozione irrompe in un applauso caloroso in due momenti: quando Papa Francesco apre la Porta Santa e nel momento in cui la varca il primo 'pellegrino', Benedetto XVI.

L'affetto della piazza diventa incontenibile. Un applauso si era sentito anche all'inizio, nell'attesa della Messa, quando è spuntata tra la folla una bandiera della Francia, nazione colpita dagli attentati del 13 novembre scorso. E sulle minacce c'è anche chi ammette di avere "tanta rabbia; ci siamo ridotti a dover farci controllare così - dice Elena arrivata a Roma da Riva del Garda - per partecipare ad una messa".

Alla fine la prova è stata superata. Tutto nella normalità anche sotto il profilo sanitario: le sei tende che fungevano da pronto soccorso hanno dovuto soccorrere complessivamente una ventina di persone. Sindrome influenzali e qualche caduta; uno solo ha un malore un po' più serio (è un paziente cardiopatico) e viene trasferito nel vicino ospedale Santo Spirito. E sciolta la tensione, superata anche la solennità di un rito, l'apertura del Giubileo, che si vive poche volte nella vita, l'Anno Santo si fa 'social'. Allora prima di passare sotto la Porta Santa diventa inevitabile farsi un selfie, magari da twittare o postare su Facebook.

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