Mercoledì, 28 Ottobre 2020
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IN VENETO

Scambia tecnici per ladri e spara, denunciato

E' successo sulle colline di Sarego, nel basso vicentino, nei pressi della villa isolata in cui abita la famiglia del presidente della sezione locale dei "Cacciatori Veneti"

VICENZA. Scambia operai dell'acquedotto per ladri e spara: i tecnici impauriti si nascondono e chiamano i carabinieri che denunciano l'uomo per accensioni ed esplosioni pericolose. E' successo sulle colline di Sarego, nel basso vicentino, nei pressi della villa isolata in cui abita la famiglia del presidente della sezione locale dei "Cacciatori Veneti".

Sentendo strani rumori all'esterno dell'abitazione il 43enne in possesso di regolare fucile da caccia calibro dodici, ha esploso due colpi in aria convinto di avere a che fare con dei ladri. Tutto, come indicano i quotidiani locali, è finito con l'arrivo dei militari di Lonigo che portati cacciatore e cacciati in caserma, hanno ricostruito l'episodio denunciando il cacciatore e sequestrandogli l'arma.

Nei giorni scorsi le prime pagine dei giornali sono state occupate dalla vicenda del pensionato milanese che ha ucciso un giovane ladro che si era introdotto nella sua casa. Il padrone di casa, un pensionato di 65 anni, è adesso indagato per omicidio volontario, e la sua vita è piombata in un incubo.

"Non volevo che morisse, non volevo", ha poi ripetuto più volte, sconvolto e frastornato. A chiamare i carabinieri, all'1.15, è stata una vicina, che ha visto due o tre persone scavalcare, appunto, la recinzione della villetta a fianco. Quando i militari sono arrivati sul posto si era appena consumata la tragedia: il padrone di casa ha raccontato che, svegliato dai rumori, ha preso la sua pistola (una calibro 38 semiautomatica, regolarmente detenuta), si è alzato e si è trovato davanti nel buio una figura con una torcia in mano (e una torcia accesa in casa è stata affettivamente trovata dai carabinieri).

Contro quella figura ha sparato un colpo. Poi ne ha sparato ancora uno, o forse due, in aria, vedendo in giardino altre ombre fuggire. Quindi, rientrando, ha trovato il corpo a terra del primo ladro, e ha chiamato 118. Francesco Sigignano abita nella palazzina con la moglie, che dormiva con lui al terzo piano, il figlio e la nuora, che dormivano al primo. La vittima, in corso di identificazione, era entrata da una finestra dopo essersi tolta le scarpe e aver infilato dei calzini sulle mani, per non lasciare impronte.

"Da agosto ad oggi, che io sappia, i ladri sono entrati da lui quattro volte - dichiara una vicina - Sono brave persone, lui aveva da poco perso la madre e in casa ci sono dei bambini. Anche io avrei sparato". Alle 18 davanti a casa dell'uomo si è raccolta la gente del paese per una fiaccolata. Il figlio si è limitato a dire "stiamo tutti bene".

"Ha fatto bene il pensionato a sparare e a difendersi, l'uomo che era entrato nella sua casa se l'è cercata": lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. E Roberto Maroni, su Twitter, ha annunciato che "la Regione Lombardia si accollerà le spese di difesa del pensionato". Anche Fratelli d'Italia, tramite Riccardo de Corato, ha auspicato che venga cambiata la legge sull'eccesso di legittima difesa.

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