Lunedì, 30 Novembre 2020
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NEL FERRARESE

Mangia pesce "fluorescente" e finisce in ospedale

Fenomeno colpa di batteri non nocivi

SANT'AGOSTINO. Mangiano pesce che brilla di blu e che era luminoso e finiscono all'ospedale. Al centro di questa insolita vicenda una famiglia di Sant'Agostino nel Ferrarese che giovedì sera - come informa la Nuova Ferrara - stava mangiando pesce acquistato la mattina stessa, pesce preconfezionato composto da surimi, seppie e gamberetti in un ipermercato in provincia di Verona.

Hanno preparato il pesce in cucina e ripartito le porzioni, e in attesa della cena il primo a consumare il piatto è stato il figlio di 24 anni (invalido al 100%). Gli altri arrivati in cucina si sono accorti che dal ripiano dove era appoggiato il piatto con il pesce brillava di blu fluorescente. «Quando ho visto il pesce nel piatto luccicare mi si è gelato il sangue - spiega la mamma del 24enne -, non sapevo cosa fare. Mi sono precipitata immediatamente nella sala da pranzo e quando ho visto che mio figlio aveva già consumato il pesce, non sapevo cosa fare». Una chiamata al 118, poi la corsa all'ospedale di Cona, e la chiamata ai carabinieri.

All'ospedale di Cona, dopo avere gli esami, tutto è risultato nella norma, mentre per quanto riguarda il pesce, i sanitari dopo aver contattato il Centro veleni di Pavia, hanno saputo che la fluorescenza è dovuta a batteri che si sviluppano nel pesce in determinate situazioni marine, ma che non sono nocivi per la salute. Dopo la segnalazione dei carabinieri, il pesce è stato preso in carico dai veterinari dell'Asl di Cento, per essere sottoposto ad ulteriori controlli. «Questa vicenda ci ha lasciato molto da pensare - spiega la
famiglia di Sant'Agostino; intanto, abbiamo appreso dai sanitari che in casi del genere bisogna rivolgersi ai veterinari, cosa di cui eravamo all'oscuro. Inoltre, vogliamo fare un appello a chi è competente, perchè si dia più informazione alla popolazione in merito alle sostanze che compongono i cibi, e come bisogna comportarsi ed a chi ci si deve rivolgere quando si trovano o, peggio, si mangiano cibi non a norma».

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