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MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

La Sicilia occidentale nel 2014 è la capitale delle confische ai clan

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PALERMO. Palermo, insieme con Agrigento e Trapani, si conferma «capitale» di sequestri e confische. Trainando tutta la Sicilia, anche nel 2014, nel contrasto economico ai clan, sul nuovo fronte della prevenzione patrimoniale. I dati sono quelli appena sfornati per la relazione al Parlamento dal ministero della Giustizia, reparto dati statistici e monitoraggio della Giustizia penale. E «coprono», con un esame che prende come punti di riferimento idi stretti giudiziari, quasi tutto il 2014, aggiornati a settembre dell' anno passato. Il livello di analisi su base distrettuale significa che, per restare a Palermo, sono considerate anche le sedi giudiziarie di Agrigento e Trapani.
Un' indagine analitica, quella di via Arenula, fra le varie tipologie di beni: beni immobili, mobili (compresi il denaro contante e il bestiame), mobili registrati (quindi auto, moto, yacht, ma pure brevetti e marchi), finanziari (titoli, azioni, eccetera), aziende. Poi passa all' esame relativo ai diversi gradi di giudizio, con numeri sorprendenti, per esempio, fatti registrare nello scorcio di 2014 preso in esame, con oltre 1.800 beni, dal distretto di Torino per quanto riguarda le confische definitive. Si tratta di beni definitivamente tolti dalle mani delle mafie.
L' anno precedente il primato era stato di Palermo, con 1.261 confische definitive. Il dato sottolinea la «mutazione» dei clan in termini transregionali e l' attacco portato al tessuto economico del centro -nord. Palermo si piazza comunque al secondo posto da gennaio a settembre 2014 anche sulle confische, con 293 fino a settembre, delle oltre la metà colpiscono immobili. Fra le pieghe della relazione, infatti, si può distinguere il diverso «peso» delle misure: da gennaio 2013 a settembre 2014, soltanto fra beni immobili e complessi aziendali, primeggia il distretto di Palermo con 756, seguito a Catania con 281. Poi Napoli, 237, Lecce con 182, Catanzaro con 156, i 93 di Salerno, gli 85 di Reggio Calabria. Milano è ottava con 78, quindi Roma (70). Torino chiude decima con 55.
Il totale nazionale dei beni confiscati con pronuncia definitiva è di 2.123. Per quanto riguarda il volume complessivo dei beni, dall' inizio del 2013 a settembre 2014, si legge nella relazione, «la Sicilia conferma di fare la parte del leone. Con quasi un terzo del totale dei beni: ben 8.572, pari al 28,8% dei 29.809 registrati in tutta Italia, anche se rispetto alle rilevazioni precedenti perde due -tre punti in percentuale. Alti numeri per Caltanissetta (1.036 beni nell' ultimo biennio) mentre mostra una certa flessione Catania (859 beni nel 2013/14, erano 1.283 nel 2011/12). Quanto a Palermo, il suo predominio assoluto continua: il distretto giudiziario arriva a contare 5.719 beni in Banca Dati».

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