Lunedì, 24 Febbraio 2020
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A PADOVA

Cinema luogo di prostituzione per ragazzini: a giudizio i gestori

PADOVA. A giudizio i due gestori del cinema Ducale di Padova. I fatti risalgono a due anni fa, quando la squadra giudiziaria della Polizia Municipale aveva scoperto che il locale era stato trasformato in un'alcova hard. Pochi gli spettatori che si recavano in via Facciolati per vedere film porno. La maggior parte degli uomini trovati all'interno del cinema durante il blitz, infatti, erano stati sorpresi a soddisfare le proprie voglie. A prostituirsi c'erano dei ragazzi romeni, che entravano ed uscivano dal cinema liberamente, e senza pagare il biglietto. Per il pubblico ministero Vartan Giacomelli, i gestori del cinema erano a conoscenza del giro di prostituzione di questi ragazzi, tutti giovanissimi.

I rinviati a giudizio sono Christiano Barnard Biselenge, trentatreenne, originario del Congo, residente a Selvazzano, in via Piave 28, e Aime Karim Bamba, quarantaseienne della Costa d’Avorio, residente in via Pontevigodarzere 12, entrambi difesi dall’avvocato Filippo Marotta.

Secondo l’accusa i due tolleravano e favorivano la prostituzione durante la proiezione di film a luci rosse. Ed in particolare, consentivano ai ragazzi di entrare gratuitamente nel cinema per adescare i clienti. Sapevano che nei bagni si consumavano rapporti sessuali a pagamento tra gli spettatori e i ragazzi stranieri, che loro lasciavano passare gratuitamente. In più, fornivano ai ragazzi le chiavi del locale caldaia per rifornirsi di carta igienica.

Il blitz della polizia municipale era scattato durante il pomeriggio del 24 novembre 2012. Gli agenti avevano trovato nella sala una quarantina di uomini provenienti da Padova, Venezia e Vicenza. Tra i clienti, era stato trovato anche un 80enne. Con loro, anche cinque ragazzi stranieri che consumavano rapporti sessuali con gli spettatori. La prostituzione nel cinema a luci rosse Ducale era pubblicizzata in un sito internet. Il cinema allora fu subito posto sotto sequestro.

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