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Multe, mai così poche: Palermo al 51° posto, subito dopo c'è Catania

Milano in controtendenza con un aumento delle entrate per i verbali. Catania al 53° posto

MILANO.  Mai così basse dal 2008. In un panorama di tasse e tariffe locali che crescono anche per tamponare i tagli via via assestati dai vari governi degli ultimi anni, c'è una voce dei bilanci comunali che nel 2014 ha raggiunto il minimo storico: si tratta degli incassi da multe, scesi a quota 1,204 miliardi, cioè il 12,4% in meno rispetto all'anno precedente. È quanto emerge da uno studio del Sole 24 Ore, che ha stilato una graduatoria dei comuni. L'unica grande città in controtendenza è Milano (+6,2%) con importi medi (176 euro) di molto superiori alla seconda classificata, Firenze, regina in passato, che si allontana un po’, con incassi in flessione del 3,5% e con importi medi (140 euro). Mentre il -30,8% registrato a Bologna allontana il capoluogo emiliano dal terzo posto, soppiantato da Parma che perde un pò meno (-14,2%) con importi medi (118,1 euro).

Roma è al ventunesimo posto con incassi (-23,8%) e importi medi (65,3 euro). Napoli al 35esimo posto con incassi (-19,7%) e importi medi (46,9 euro). Palermo al 51esimo posto con incassi (-31,3%) e importi medi (36,7 euro). Catania al 53esimo posto con incassi (-34,7%) e importi medi (35,7 euro). Bari al 64esimo posto con incassi (-35,6%) e importi medi (30,1 euro). Reggio Calabria al 78esimo posto con incassi in aumento del 44,4% e importi medi (22,6 euro). Ultima al 107 posto Taranto con incassi (-95,2) e importi medi (0,2 euro).  Gli anni d'oro per le casse locali, quando la strada dava una grossa mano per far quadrare i conti e finanziare qualche spesa in più, secondo il Sole 24 Ore sono lontanissimi: tra 2010 e 2012 i verbali hanno prodotto in modo più o meno stabile 1,5 miliardi all'anno, cioè il 20% in più di quanto si riesce a raccogliere oggi, e dal 2008, cioè da quando esiste il cervellone del ministero dell'Economia che monitora in tempo reale le entrate e le uscite degli enti pubblici, non si era mai scesi così in basso, complice anche la riduzione del traffico dovuta alla crisi.

E il futuro immediato non fa intravedere cambi di rotta: a gennaio, anzi, complice forse anche la gragnuola di tasse di fine anno che hanno ovviamente frenato la propensione a pagare da parte dei cittadini, divieti di sosta ed eccessi di velocità hanno prodotto versamenti per 38,6 milioni, cioè poco più della metà dei 71,4 milioni incassati dai Comuni nel gennaio 2014. Come mai? Quando si parla di multe, il dato dal quale partire è rappresentato dallo sconto del 30% messo sul piatto a partire dall'autunno del 2013 per chi paga entro cinque giorni dall'arrivo del verbale. Nelle intenzioni di chi l'ha pensata, questa regola avrebbe finito per far accelerare i pagamenti sulla base del presupposto che gli automobilisti, invogliati dallo sconto, si sarebbero presentati puntualmente alla cassa per ottenere lo sconto; in questo modo, non sarebbero rimasti in attesa delle sollecitazioni successive, e non avrebbero messo alla prova una macchina della riscossione che nelle incertezze normative di questi anni rischia di incagliarsi sempre più spesso. I numeri, però, dicono che tutto questo non è avvenuto.

In una manciata di città, in effetti, si è registrata un'impennata delle entrate, che in qualche caso ha permesso di risollevare un pò performance di riscossione storicamente basse (per esempio a Reggio Calabria). Nella maggioranza dei casi, invece, è accaduto il contrario, con una dinamica che si può sintetizzare così: gli automobilisti più «fedeli» agli obblighi, quelli cioè che avrebbero pagato comunque, hanno colto l'occasione della nuova regola per sfruttare lo sconto del 30%, gli altri hanno scommesso invece sui buchi della riscossione.

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