Domenica, 28 Febbraio 2021
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Inchiesta dell’Europa sui soldi agli enti, a rischio due milioni

La vicenda riguarda i cosiddetti extrabudget, somme aggiuntive rispetto alle risorse iniziali. La Corte dei Conti ha già condannato burocrati e politici

PALERMO. Il conto alla rovescia è iniziato. Al dipartimento della Formazione cresce l’attesa per il giudizio dell’Ue sulla gestione di un paio di milioni di euro di finanziamenti comunitari, erogati dalla Regione, che sarebbe stata viziata da irregolarità. Gli ispettori dell’Olaf, l’ufficio europeo per la lotta contro le frodi, ha inviato una lettera al dirigente generale della Formazione (è il dipartimento che si occupa di gestire le risorse del fondo sociale europeo), Gianni Silvia, chiedendo di presentare le proprie osservazioni sull’indagine in corso. Silvia ha già inviato la risposta e adesso da Bruxelles si attende la conclusione dell’inchiesta.

Dal dipartimento della Formazione non arriva nessuna replica sulla vicenda. Gli uffici attendono la decisione finale dell'organismo che potrebbe scatenare un nuovo terremoto in uno dei settori più tormentati dell'amministrazione regionale.
La vicenda riguarda i cosiddetti extrabudget, somme aggiuntive rispetto ai finanziamenti iniziali erogate a diversi enti. Per questi finanziamenti diversi burocrati e politici sono stati già condannati dalla Corte dei Conti. Per recuperare queste somme, l’ex dirigente generale della Formazione, Anna Rosa Corsello, decise di bloccare alcuni finanziamenti agli stessi enti. L’Olaf ha acceso i riflettori su queste procedure e ha avviato un’inchiesta che adesso è agli sgoccioli: il rischio, per i burocrati regionali, è di dover restituire quei soldi.

Lo scorso mese di gennaio, infatti, l’Olaf ha inviato una lettera al dipartimento della Formazione chiedendo, in qualità di gestore del Fondo sociale europeo, di formulare delle osservazioni sui fatti contestati entro dieci giorni. Verso la fine di gennaio è partita la risposta di Silvia che ha chiaramente sostenuto la tesi della Regione, e cioè che il recupero delle somme era fondato. Negli uffici l’allarme comunque resta, anche perché per la vicenda degli extrabudget la Corte dei Conti ha già condannato in primo grado per presunto danno erariale il segretario generale di Palazzo d’Orleans, Patrizia Monterosso, l'ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo e alcuni ex assessori, da Santi Formica a Luigi Gentile e Carmelo Incardona, fino all’ex dirigente Nino Emanuele.

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