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I film più votati per la nomination all’Oscar, Sorrentino prende quota

Sicilia, Cinema
Una foto di scena di E' stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino

L’annuncio delle candidature è alle porte: «Dune» (potenzialmente 10), «Il Potere del Cane» e “West Side Story» (da sette a nove) e «Belfast» (da sette a otto) sono i film in testa secondo i pronostici della vigilia, ma agli Oscar 2022 ogni sorpresa è possibile. Le speranze italiane per martedì sono che «E’ Stata la Mano di Dio» di Paolo Sorrentino superi la shortlist dei film stranieri: snobbato ai Golden Globes, il lungometraggio sulla Napoli dell’adolescenza del regista arriva all’appuntamento con altre due importanti candidature alle spalle - i Bafta e i Critics Choice Awards - più la «lettera d’amore» di Robert De Niro, che potrebbero preludere all’ingresso nell’ambita cinquina e forse altro.
Quest’anno, con l’affluenza al voto «più alta della storia», i pronostici sono specialmente difficili: conseguenza indiretta, come spiega l’Hollywood Reporter, della nuova membership dell’Academy dopo la polemica sugli #OscarSoWhite. Sono cresciuti gli elettori fuori dagli Usa: dal 12% a oltre il 25%, su un totale di circa 10.000. L’effetto si è visto del resto con i recenti successi di film non in inglese come «Roma» di Alfonso Cuaron (2019), «Parasite» di Bong Joon-ho (2020) e l’anno scorso «Minari». Nell’equazione entra la pandemia che ha aumentato l’influenza dei critici, in genere più aperti a valorizzare film stranieri e che stavolta hanno spinto il giapponese «Drive My Car» tra i candidati al miglior film.
Best Film agli Oscar è la categoria più illustre. “Belfast,» «Dune,» «Licorice Pizza,» «Potere del Cane» e «West Side Story» sono praticamente sicuri perchè entrati nella cinquina del sindacato dei registi che di recente ha sbagliato solo nel 2012 con «Uomini che odiano le donne». Oltre al film di Ryosuke Hamaguchi tratto da un racconto di Haruki Murakami, potrebbero poi entrare «CODA,» «King Richard» e «Don’t Look Up», amati sia dal sindacato degli attori che dei produttori. E poi, a seguire, «House of Gucci» che la Sag ha candidato come miglior cast e «Being the Ricardos», in corsa per un Pga con «Tick, Tick … Boom!». Senza scartare «The Tragedy of Macbeth» di Joel Coen che potrebbe dare a sua moglie Frances McDormand la settima candidatura in cinque decenni. A sbarrare la strada alla tre volte premio Oscar ci sono però rivali da Lady Gaga (“House of Gucci”) a Olivia Colman (“Figlia Perduta”), Jennifer Hudson (“Respect”) Nicole Kidman (“Being the Ricardos”) e Kristen Stewart (“Spencer”). Tra gli attori la gara è tra Benedict Cumberbatch diretto da Jane Campion e Denzel Washington nel ruolo di Macbeth, a cui si potrebbero aggiungere Javier Bardem (“Being the Ricardos”), Andrew Garfield di «Tick, Tick … Boom!”e Will Smith per «King Richard» sul padre delle sorelle Williams. Attori non protagonisti: per certo sarà candidato Kodi Smit-McPhee di «Potere del Cane» mentre tra le attrici la gara potrebbe vedere Caitriona Balfe e Judi Dench di «Belfast» contro Ariana DeBose di «West Side Story» e Ruth Negga in uno dei ruoli più difficili dell’anno, la nera che si fa passare per bianca in «Passing». Quanto ai registi la DGA ha messo in cinquina la Campion, P.T. Anderson, Branagh, Hamaguchi, e Denis Villeneuve, ma una «wild card» potrebbero essere Sorrentino o «A Hero“ dell’iraniano Asghar Farhadi. Per finire il miglior film straniero. Ci puntano anche il norvegese «The Worst Person in the World», «Plaza Catedral» di Panama, «Compartment No. 6“ (finlandese) e, potenziale sorpresa, lo spagnolo «The Good Boss».

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