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L'Inter chiude al secondo posto, tre gol alla Samp non bastano

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Perisic e Barella consolano Lautaro

Serviva un miracolo o quasi, ma stavolta non è avvenuto. A San Siro l’Inter si scuce lo scudetto dalla maglia, in un caldo pomeriggio in cui i nerazzurri fanno il loro dovere battendo 3-0 la Sampdoria con i gol di Perisic e Correa (doppietta) per una vittoria che, alla fine dei conti, si rivela decisamente amara. Il risultato di Reggio Emilia, con il Milan vincente fin dai primi minuti, non ha spento l’entusiasmo di Lautaro e compagni, che sono riusciti comunque a mandare ko la Sampdoria ma dopo il trionfo della scorsa stagione e considerando il successo rossonero col Sassuolo devono così abdicare a favore dei cugini.

Non è ovviamente oggi la giornata in cui i nerazzurri hanno gettato alle ortiche l’obiettivo scudetto: già complicata dagli addii di Conte, Lukaku, Hakimi ed Eriksen la scorsa estate, la stagione degli uomini di Simone Inzaghi ha preso una piega negativa con un tragico inverno tra gennaio e febbraio, ma soprattutto, dopo aver rimesso in piedi la classifica, con la pesantissima sconfitta contro il Bologna nel recupero della gara non giocata a gennaio per i casi Covid nei rossoblu. Un ko su cui ha pesato il clamoroso errore di Radu e che ha costretto l’Inter a inseguire il Milan nelle ultime giornate, trovandosi però di fronte un avversario che non ha sbagliato nulla.

Gli ultimi 90’ a San Siro contro i doriani sono iniziati nell’entusiasmo e nella speranza generale, con la carica degli oltre 70mila spettatori tra i quali anche più di qualcuno si è presentato con la maglia del Sassuolo. La partita, però, a poco a poco ha perso di valore, considerando le notizie in arrivo da Reggio Emilia, nonostante la voglia dell’Inter comunque di vincere. Dopo un primo tempo in difficoltà, i nerazzurri si sono scatenati nella ripresa, quando è stato Perisic (poi uscito per infortunio in barella con ovazione di San Siro) a sbloccare il risultato, prima della doppietta di Correa. Una vittoria pieni di rimpianti per quello che sarebbe potuto essere ma non è stato per Lautaro e colleghi. La stagione dell’Inter si chiude così con la delusione di vedersi scucire lo scudetto dal petto dai rivali rossoneri, nonostante le due coppe (Coppa Italia e Supercoppa) alzate dagli uomini di Inzaghi. E proprio dal tecnico emiliano ripartiranno i nerazzurri, con un rinnovo che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. «Incontrerò la società, faremo un meeting importante per la prossima stagione», aveva detto l’allenatore alla vigilia della gara con la Sampdoria.

Un futuro che passerà, necessariamente, anche dal mercato: primo obiettivo il rinnovo proprio di Perisic (“siamo fiduciosi perché entrambi vorremmo continuare», le parole di Marotta a DAZN), poi si penserà ai rinforzi, che potrebbero partire da un altro parametro zero di lusso come Paulo Dybala. Il resto, passerà non solo dagli addii di giocatori fuori dal progetto come Vidal e Sanchez, ma probabilmente anche da qualche cessione di pregio, con Bastoni che sarebbe il principale indiziato per lasciare Milano: «Cessione di un big? Come tutte le squadre bisogna dare un occhio al bilancio in termini di sostenibilità ma dobbiamo guardare anche alla competitività», ha aggiunto l’ad prima della sfida con la Sampdoria.

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