Domenica, 22 Maggio 2022
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SERIE A

Napoli-Salernitana 4-1, Insigne aggancia Maradona a 115 gol. Gli altri risultati

Terza vittoria consecutiva per il Napoli che non lascia scampo alla Salernitana, stesa 4-1 al Maradona, e resta in scia della capolista Inter. Gli azzurri dopo essere passati avanti con Juan Jesus sono stati ripresi dal guizzo di Bonazzoli, ma prima dell’intervallo è Mertens su rigore a portare nuovamente in vantaggio gli azzurri. Nella ripresa i sigilli di Rrahmani e Insigne (su rigore, gol numero 115 con la maglia dei partenopei, raggiunto Maradona) chiudono i conti. Spalletti conferma l’undici visto col Bologna lunedì: Mertens dal 1', Osimhen parte dalla panchina. Dall’altra parte Colantuono deve fare ancora i conti con le assenze dovute a covid e infortuni. Tra i pali c'è Belec con Delli Carri, Bogdan e Gagliolo nel trio di difesa. A centrocampo sugli esterni Kechrida e Delli Carri, mentre Schiavone, Di Tacchio e Obi al centro; in attacco inedita coppia Vergani-Bonazzoli. Prima del fischio di inizio un minuto di silenzio per ricordare l'ex allenatore e dirigente sportivo Gianni Di Marzio, nativo di Napoli, scomparso ieri all’età di 82 anni. Pronti via e il primo squillo è dei padroni di casa con Ruiz che ci prova a giro dai 25 metri, Belec che devia in corner con la punta delle dita. Al 17' arriva il vantaggio con Juan Jesus che di sinistro batte Belec: gol inizialmente annullato e poi convalidato dal var. Il Napoli pressa e sfiora il raddoppio, ma al 33' è la Salernitana - a sorpresa - a trovare il pari: tacco di Obi per Kechrida, il tunisino crossa e Bonazzoli dall’altezza del dischetto mette in rete. La reazione degli azzurri è rabbiosa e al secondo minuto di recupero del primo tempo Napoli ancora avanti: Veseli mette giù Elmas in area per Pairetto è rigore. Dal dischetto va Mertens che non sbaglia. Nella ripresa ancora assedio Napoli e tris al 47' con Rrahmani. Nemmeno il tempo di esultare e arriva il poker, Veseli tocca con un braccio il pallone in area. Dagli undici metri va Insigne che insacca il gol numero 115 gol col Napoli eguagliando Diego Maradona. Il Napoli resta a -4 dall’Inter.

Spezia-Sampdoria 1-0, decide Verde

Con una rete di Verde nella ripresa, lo Spezia vince 1-0 e si aggiudica il derby ligure contro la Sampdoria. Ritorno amaro per Giampaolo sulla panchina della «Doria» che, nonostante la sconfitta, può recriminare per il legno colpito nella ripresa da Caputo. Inizio deciso degli ospiti che, dopo aver costretto lo Spezia nella propria metà campo, al 14', si rendono pericolosi in zona gol. Lungo lancio per Gabbiadini che aggancia in area e calcia in porta di prima intenzione; Provedel è reattivo e smanaccia fuori il pallone, ma l’arbitro aveva già fischiato la posizione di fuorigioco dell’attaccante blucerchiato. Gli ospiti mettono pressione allo Spezia che, solo al 40', riesce ad affacciarsi in area sampdoriana. Sugli sviluppi di un corner, Kiwior ci prova di testa ma la risposta di Falcone è perfetta e la prima frazione di gara si chiude sullo 0-0. I primi minuti della ripresa si giocano su ritmi compassati e il tatticismo messo in campo dalle due squadre finisce per incatenare gioco e spettacolo. Bisogna dunque attendere il 59' per assistere alla prima occasione da rete del secondo tempo. Imbucata vincente di Gabbiadini per Caputo. L’attaccante cerca il tocco vincente ma Provedel salva anticipando in uscita la punta blucerchiata. L’occasione mancata mette le ali ai piedi della squadra di Giampaolo che, al 68', sfiora il vantaggio. Corner perfetto calciato da Candreva per Caputo che di testa manda il pallone sul palo. Scampato il pericolo, i padroni di casa provano a interrompere il dominio avversario e, al 69', Thiago Motta può festeggiare la rete dell’inaspettato 1-0: dalla destra, Gyasi serve Agudelo che, senza pensarci, crossa al centro dell’area per Verde, che segna il gol del vantaggio con una conclusione volante. La Samp perde Ekdal, doppio giallo per lo svedese, e lo Spezia, al 76', prova ad approfittarne con Agudelo, ma il tentativo mancino dalla distanza del colombiano viene deviato e il pallone, seppur di poco, finisce a lato nell’ultima azione da rete di un match che regala tre punti preziosi nella lotta per la salvezza all’undici spezzino (quattro vittorie nelle ultime cinque gare).

Il Sassuolo beffa il Torino all'89'

Beffa clamorosa per il Torino, che dopo aver dominato per tutto il match a livello di occasioni, colpendo anche tre legni, si lascia rimontare all’ultimo respiro dal Sassuolo. Finisce 1-1 con la rete di Sanabria pareggiata all’89' da Raspadori: la squadra di Juric perde l’opportunità di portarsi a -2 da Fiorentina e Lazio, salendo a 32 punti in classifica, mentre i neroverdi di Dionisi raggiungono quota 29. Partono meglio i granata e dopo una dozzina di minuti creano la prima palla gol con Sanabria, che fallisce di testa da pochi passi mandando alto su cross di Praet. Il paraguaiano però si rifà con gli interessi al 16', quando su sponda aerea di Singo dopo il traversone di Brekalo da sinistra, colpisce ancora di testa ma stavolta firmando l’1-0. Al 33' ancora protagonista Sanabria, che sotto porta prova a battere di mancino fuori equilibrio facendosi murare da Consigli, ma con tutto lo specchio a disposizione da poter sfruttare. A cavallo dell’intervallo sfortunatissimo il Toro, che va per altre due volte a centimetri dal raddoppio, colpendo prima un palo con Madragora poi una traversa con Sanabria. Il terzo legno di giornata lo colpisce Bremer al 73', con un colpo di testa deviato da Consigli e poi respinto ancora dalla traversa. Il Sassuolo si salva più e più volte e all’89' trova clamorosamente l’1-1 al primo tiro in porta della propria partita: fa tutto Berardi, poi realizza Raspadori da due passi gelando i granata negli ultimi istanti di gara.

Cagliari-Fiorentina 1-1 tra rigori ed espulsioni

Tante assenze, un rigore sbagliato a testa e un’espulsione. Senza Vlahovic, la Fiorentina in dieci uomini riesce a pareggiare 1-1 sul campo del Cagliari. Tra squalifiche (Pavoletti e Carboni), covid (tre positivi) e infortuni (Nandez indisponibile dell’ultim'ora), anche Mazzarri è costretto a schierare una formazione d’emergenza. Nel 3-5-2 Pereiro è il partner di Joao Pedro, Obert il terzo in difesa con Dalbert tra gli interni di centrocampo. La squadra di Italiano ha mancato l’appuntamento con la rete in quattro delle ultime sette trasferte in Serie A, mentre il Cagliari prende gol da dodici partite interne consecutive. E l’avvio di gara offre subito la chance dell’1-0 ai viola: Bellanova non legge il taglio di Odriozola e lo stende in area, l’arbitro Aureliano concede il rigore ma Biraghi dagli undici metri si vede negare il gol da Radunovic. Al 24' si accende Gonzalez con una azione personale conclusa con un diagonale mancino debole e impreciso. La risposta sarda è affidata al solito Joao Pedro che trova lo spazio per il tiro e colpisce il palo lontano da posizione defilata in area. All’attaccante serve una rete per diventare il quarto brasiliano (dopo Adriano, Kaka, Pato) ad andare in doppia cifra di gol in almeno tre diversi campionati di Serie A. E quel gol arriva al 47': calcio d’angolo dalla sinistra e colpo di testa vincente sotto la traversa. Al 63' altra possibile svolta del match: Joao Pedro va a colpire di testa e spinge Odriozola che la tocca col braccio in caduta, Aureliano però concede il rigore ed espelle l’ex Real Madrid. Ma dagli undici metri Terracciano risponde a Radunovic e para il penalty di Joao Pedro. La beffa per il Cagliari è dietro l’angolo e porta la firma di un ex: Sottil - subentrato a Ikone - punta Goldaniga in ripartenza e batte Radunovic col diagonale. Tanto nervosismo nel finale, a farne le spese è soprattutto Joao Pedro che salterà l’Atalanta per somma di ammonizioni. Ma il risultato non cambia più.

 

Poker della Roma a Empoli

Alla Roma basta un primo tempo perfetto per prendersi una pesante vittoria in casa dell’Empoli. Al Castellani finisce 4-2 per i giallorossi con la doppietta di Abraham e i gol di Oliveira e Zaniolo, tutti nel giro di 13 minuti, mentre per gli azzurri vane le reti di Pinamonti e Bajrami nella ripresa.  La squadra di Mourinho stacca Lazio e Fiorentina portandosi in solitaria al sesto posto a quota 38 punti, mentre gli uomini di Andreazzoli restano fermi a 29. Tanto equilibrio e buoni ritmi nelle prime battute di gara, ma dal 24' i giallorossi si scatenano e passano in vantaggio con Abraham, che controlla un tiro sbagliato da Oliveira girando in rete la palla dell’1-0 ospite. Al 33' l’attaccante inglese raddoppia mettendo dentro dopo una mischia da corner (gol inizialmente assegnato a Mancini, ma il tap-in di Abraham era già entrato prima della respinta di Vicario), poi in altri 4 minuti la squadra di Mourinho dilaga con la seconda rete consecutiva in campionato di Oliveira e il sigillo di Zaniolo, che portano il punteggio sul 4-0. Nella ripresa l’Empoli con orgoglio e carattere prova a rialzare la testa e al 55' accorcia un minimo le distanze con la rete di Pinamonti, che sfrutta il servizio dalla sinistra di Bandinelli e batte Rui Patricio con il mancino. Al 72' gli azzurri trovano anche la seconda rete firmata da Bajrami, lasciato libero di calciare da fuori area e fortunato nel trovare la deviazione decisiva di Mancini che mette fuori causa il portiere romanista. Poi però non succede più nulla, la Roma difende gli altri due gol di vantaggio e si mette in tasca 3 punti preziosi.

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