Martedì, 20 Ottobre 2020
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La Dia: «Cosa nostra catanese controlla Enna»

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ENNA. I primi approcci li ebbero alcune bande criminali collegate a Cosa Nostra catanese, che venivano in provincia di Enna a rubare chilometri di cavi di rame, per rivendere l’“oro rosso” ai ricettatori lasciando intere contrade, spesso, senza energia elettrica. Poi gli spacciatori ennesi, in cerca di marijuana e cocaina, hanno scelto di diventare i clienti preferiti dei “grossisti” del clan Santapaola.

E infine, dal 2011 in poi, la nuova “moda” è quella delle spaccate: gruppi criminali più o meno direttamente legati ai catanesi si impossessano di camioncini, bobcat o escavatori di vario tipo e sradicano intere apparecchiature bancomat, per portarsi dietro i contanti.

Il risultato è il nuovo fermento criminale, colpito dalle operazioni “Go Kart”, dei carabinieri di Enna; “Kronos”, del Ros di Catania; e “Discovery” della squadra mobile di Enna. Il crimine organizzato della provincia di Enna, insomma, è in mano ai catanesi.

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