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Prepensionamenti, dubbi di Roma sulla riforma: dirigenti convocati nella Capitale

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Esuberi, differenze con le norme nazionali, una cassa di previdenza non attivata: il governo nazionale chiede chiarimenti

PALERMO. I prepensionamenti alla Regione potrebbero fermarsi alla fine del prossimo anno. Il governo nazionale sarebbe pronto a impugnare la norma che permette l’esodo (con uno sconto sul taglio dell’assegno) entro il 2020. Da Roma piovono anche altre contestazioni sulla riforma approvata in Sicilia e Palazzo d’Orleans dovrà preparare un carteggio per difendere la riforma appena approvata.

In assenza del Commissario dello Stato, il consiglio dei ministri può impugnare la Finanziaria entro 60 giorni dall’approvazione. E per questo motivo martedì vari dirigenti regionali sono stati convocati a Roma a Palazzo Vidoni: Patrizia Monterosso e Giulio Guagliano (Palazzo d’Orleans), Luciana Giammanco (Personale), Rosolino Greco (Fondo Pensioni), Anna Rosa Corsello (Lavoro) e Alessandro Ferrara (Attività produttive). A loro il governo ha contestato almeno tre punti della riforma delle pensioni. Il primo riguarda gli esuberi: la riforma Fornero ha previsto i prepensionamenti solo se agganciati a una preventiva individuazione del personale in eccesso. La legge siciliana inverte invece il principio: prima scatta l’esodo e successivamente si individueranno gli esuberi, se ce ne sono fra il personale rimasto in servizio.

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