Giovedì, 20 Giugno 2019

Campofranco, strada resta rotta dopo i lavori: un cittadino attacca Caltaqua

CAMPOFRANCO. «Non ne posso più di vedere ancora questo schifo qui, sotto casa mia». È veramente infuriato e infastidito il cinquantaduenne Maurizio La Mattina, che ormai da circa tre mesi si sente "preso in giro" da Caltaqua. Racconta tutto in maniera agitata, con la speranza che almeno la stampa possa aiutarlo a risolvere il problema che ormai da tempo, forse troppo, lo attanaglia.


Il tutto è iniziato nei primi giorni di luglio con una rottura di un tubo dell'acqua di via Garibaldi, vicino all'abitazione del signor La Mattina, proprio dov'è c'è il suo garage. «Da allora è iniziata una vera odissea - afferma Maurizio ormai, al limite della sopportazion e-. Ho subito chiamato Caltaqua per avvisarli e, nel giro di ventiquattro ore, effettivamente hanno provveduto a sistemare il tubo». Tutto ok sembrerebbe e, soprattutto un'operazione tempestiva, se non fosse però, che il lavoro dei tecnici non è stato del tutto completato. I dipendenti del gestore del servizio idrico hanno lasciato scoperti i mattoni della strada promettendo che a giorni l'intervento si sarebbe del tutto completato e perfezionato. In realtà da allora nessuno è più venuto in quella via Garibaldi che per un tratto è diventata, oltre che esteticamente brutta, pure pericolosa soprattutto, per i più anziani.


«Mi preoccupo per mia nonna che può facilmente inciampare e cadere. È davvero una cosa indecente». A parlare questa volta è Antonio, il figlio di Maurizio, anche lui a dir poco spazientito. «Abbiamo esposto il problema più volte. Siamo andati anche all'ufficio tecnico del comune che ha sollecitato a Caltaqua di farsi viva. Niente da fare. Siamo a metà settembre e non c'è straccia di nessuno». In coro i due, continuano ad esporre il problema facendo presente che una traccia in realtà c'è, ed è quella dei sacchi di cemento lasciati li, proprio dagli operai della società italo-spagnola, in attesa di essere utilizzati. Per la serie, «oltre il danno la beffa».


Il signor La Mattina è esausto e sfinito per le continue lamentele. Non può neanche chiudere la propria autovettura e, tra l'altro, teme per la sicurezza sua e dei vicini. Le piccole piogge avute hanno creato, alcuni giorni fa, una fanghiglia che può davvero risultare «insidiosa» per chiunque si trovi a passare. «Tre mesi per un intervento del genere, è ridicolo. Non voglio neanche pensarci. Poi però, quando bisogna pagare le bollette pretendono la puntualità!».

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