Martedì, 10 Dicembre 2019
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Serradifalco, riserva naturale del lago «Soprano» Verso la soluzione: pronti agli espropri

SERRADIFALCO. «Il futuro della riserva naturale del lago Soprano si deciderà a settembre». E Totò Pelonero ritiene «sarà roseo, sotto diversi punti di vista». A cominciare da quello dei proprietari dei terreni cui ricade il sito. Secondo il dirigente provinciale dell'Auser, «a conclusione delle ferie estive, si risolverà l'annosa questione degli espropri: i fondi per indennizzare i proprietari ci sono e la direttrice della riserva ha ribadito ampia disponibilità a venire incontro alle loro esigenze anche recentemente». In occasione, cioè, della manifestazione di fine luglio in cui la "Goletta dei laghi" di Legambiente, attraverso il suo portavoce Alessandro Giugno, ha confermato la "bandiera nera" assegnata lo scorso anno al comune di Serradifalco, in cui lo specchio d'acqua affiora, e la provincia di Caltanissetta, che della riserva è il gestore. «La regione - informa Pelonero - ha già stanziato fondi per l'esproprio, la perimetrazione della riserva e la realizzazione di una pista in terra battuta attorno al lago».


A settembre, poi, sempre secondo l'esponente dell'associazione di volontariato, «potrebbe essere occasione anche per superare gli ostacoli legislativi» che si frapporrebbero alla proposta dell'ex assessore Totò Alaimo «di far confluire parte delle acque del depuratore di contrada Mintina per alimentare il lago». «Solo il 20% di esse - informa Pelonero - è utilizzato in agricoltura per usi irrigui. Il resto è scaricato nel fiume "Gallo d'oro». È però necessario che la Regione preveda la possibilità di utilizzare le acque anche per alimentare riserve naturali, come quella del lago Soprano». Ancora a settembre, sempre per l'esponente Auser, «si potrebbe decidere positivamente il destino del parco urbano che, in tal caso, potrebbe collegarsi alla riserva. La soluzione sta nella norma regionale che consente di utilizzare il personale del demanio forestale nei parchi, nelle riserve e nei siti archeologici. Il comune, da parte sua, dovrebbe prevedere una modifica al prg, in merito alla destinazione di alcuni immobili ubicati al suo interno, già in sede di approvazione della variante allo strumento urbanistico».

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