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Mazzarino, il futuro è già cominciato: primo intervento col bisturi «ligasure»

Battesimo per un macchinario «hi-tech» impiegato ieri in sala operatoria dall’équipe del dottor Bilardo
Sicilia, Archivio

MAZZARINO. Inaugurato al Santo Stefano di Mazzarino il «Ligasure» un nuovo bisturi a radiofrequenza di ultima generazione.
L’intervento con la nuova e modernissima apparecchiatura è stato eseguito, per la prima volta in assoluto, nel nosocomio mazzarinese, dal primario della divisione di chirurgia Giosuè Bilardo che ha trattato un paziente affetto da “Paratide”. Un intervento riuscito alla perfezione anche se delicato e per certi versi complesso, considerato che i pazienti che soffrono tale malattia sono costretti solitamente a rivolgersi a strutture altamente specializzate.
Il “Ligasure”, cosi viene chiamato in termini tecnici, è un bisturi a radiofrequenza capace di coagulare e sezionare, senza legature, vasi sanguigni anche di grosse dimensioni.
Grazie a questa apparecchiatura i tempi operatori negli interventi chirurgici anche di tipo addominale si riducono del 30 per cento almeno. L’apparecchiatura è stata richiesta all’Asp di Caltanissetta dallo stesso primario della chirurgia Bilardo, tramite il direttore di presidio Giuseppe Calì. E l’azienda sanitaria di competenza nonostante l’elevato costo dell’apparecchiatura ha provveduto all’acquisto del nuovo bisturi in tempi relativamente brevi. La divisione di chirurgia del Santo Stefano di Mazzarino che serve nel comprensorio una utenza di circa 50mila persone, assicura ogni anno decine e decine di emergenze indifferibili oltre ai 500 circa interventi chirurgici programmabili normali, rispetto per esempio, ai settecento circa che vengono effettuati come in ospedali di Palermo o di Catania. Ora con il nuovo bisturi a radiofrequenza possono essere trattati non sole le “Parotidi” ma anche interventi chirurgici di tipo tumorale.

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