Lunedì, 25 Gennaio 2021
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STRAGE DI PARIGI

«La minaccia delle serpi in seno, attenti ai jihadisti made in Occidente»

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L’editorialista: «Impossibile chiudere le frontiere, ma frenare l’immigrazione di origine islamica mi sembra adesso necessario»

«Il pericolo principale, ormai, è quello che si potrebbe definire della serpe in seno». Dopo la strage di Parigi, Marcello Veneziani mette in guardia dagli «islamici made in Occidente, che si danno al terrorismo dopo aver bevuto il nostro modo di vivere». L’editorialista e scrittore, che ha fra l’altro firmato nel 2006 il saggio «Contro i barbari. La civiltà e i suoi nemici, interni ed esterni», aggiunge: «Siamo dinanzi a un integralismo di ritorno. Ideologico e per certi versi inautentico».

Molti hanno parlato di strage annunciata, commentando il massacro di Parigi. D'accordo?

«Col senno di poi è facile dire che è stata una strage annunciata. In realtà le minacce sono tali e tante che diventa difficile prevedere quale si avvererà».

In Francia, com'era avvenuto negli Usa dopo l'11 settembre, servizi segreti sotto accusa. Prevenire, si può?

«Prevenire si può, ma fino a un certo punto. Siamo di fronte a una disseminazione, a una dispersione. Non si risale facilmente alle centrali del terrorismo. La prevenzione è l’espulsione più facile, le barriere doganali più attive per chi proviene da quei Paesi, per chi è di cultura islamica e per chi è in una fascia d’età a rischio».

Ammazzare chi aveva osato disegnare e pubblicare vignette blasfeme, un'azione destinata a eccitare la fantasia malata dei fanatici. Più alto, adesso, il rischio di attentati in Occidente?

«Certo, il livello dello scontro può alzarsi. Credo che non si debba mai irridere le religioni e il loro Dio, a cominciare dai propri, la satira non deve venir meno al rispetto verso valori fondamentali per i popoli e per le civiltà. Ma uccidere per una vignetta resta una barbarie atroce».

L'INTERVISTA INTEGRALE NELLE PAGINE DEL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA

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