Venerdì, 22 Gennaio 2021
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L'INTERVISTA

Zingales: «Gli Usa corrono perchè ora le famiglie possono spendere di più»

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L’economista, docente all’Università di Chicago: «L’Italia ormai è un grande Meridione per criminalità e tasso di sviluppo»

«La ripresa degli Stati Uniti ha una prospettiva di lungo periodo. Non a questi ritmi, probabilmente, ma dovrebbe durare». Luigi Zingales, docente alla «Booth School of Business» dell’Università di Chicago, non crede proprio che la correzione al rialzo nelle stime Usa del Prodotto interno lordo — più 5 per cento — sia solo il bagliore di un fuoco fatuo.
Previsioni ottimistiche sul gigante americano. Perché?
«Perché gli Usa hanno rimosso molti problemi che avevano determinato la crisi. Uno di questi era l’eccessivo indebitamento delle famiglie che s’è ridotto, in parte grazie al fatto che hanno risparmiato di più. Adesso, quindi, sono in grado di consumare in maniera normale e il Paese cresce».
Le famiglie italiane sono sempre state tra le più virtuose per propensione al risparmio. Ma questo non è servito a evitare la recessione...
«L’Europa, non solo l’Italia, ha problemi strutturali che si trascina da dieci anni. E, in aggiunta, una crisi ciclica da cui non riesce a uscire, innanzitutto perché le nazioni messe meglio dal punto di vista fiscale come la Germania non espandono la domanda».
Per l'euro-area, incrementi di Pil da «prefisso telefonico»: secondo alcuni analisti, «più 0.16» nel quarto quadrimestre 2014 e «più 0.22» nel primo quadrimestre del prossimo anno. Bisogna accontentarsi, dopo una lunga stagione di declino?
«Non possiamo accontentarci. Non sarebbe giusto verso le persone e inoltre, se continuiamo sostanzialmente a non crescere, il nostro debito diverrà insostenibile. Il rischio per l’Italia è sempre quello di ritrovarsi in una spirale molto pericolosa da cui è molto difficile uscire. Stessa cosa per Grecia e Portogallo, ma il vero problema è l’Italia poiché le altre due non sono quantitativamente così importanti in area euro».

L'INTERVISTA INTEGRALE NELLE PAGINE DEL GIORNALE DI SICILIA IN EDICOLA

 

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