Lunedì, 25 Gennaio 2021
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«Basta lentezze nelle pratiche anche la sicilia deve adeguarsi»

Il ministro della Pubblica amministrazione annuncia norme di semplificazione: «Ora sanzioni per i burocrati»

PALERMO. Già in carniere le norme che semplificano i procedimenti amministrativi in tema di edilizia, sanità e lavoro, Gianpiero D’Alia annuncia che stanno per arrivare anche misure per tagliare i costi e i tempi della burocrazia in materie come ambiente, beni culturali e istruzione. Il ministro della Pubblica amministrazione non nasconde invece le difficoltà nel trovare le risorse per abolire l’Imu. Infine descrive i confini di una nuova intesa con Crocetta, con cui l’Udc è alleato alla Regione.

PARTIAMO DALLE MISURE APPENA APPROVATE NEL DECRETO DEL FARE. QUALI AVRANNO GLI EFFETTI PIÙ IMMEDIATI?
«Per quanto riguarda la semplificazione, siamo partiti da un’analisi fatta con Confindustria sui costi degli oneri amministrativi. Cioè sulle spese e sui tempi che gli imprenditori sopportano nel loro rapporto con la pubblica amministrazione. La stima di questi costi raggiunge i 31 miliardi all’anno e le norme introdotte nel decreto agiscono su materia che pesano per 8 miliardi su questa somma totale. I risparmi subito previsti ammontano per le imprese a 450 milioni».

QUALI VANTAGGI CI SARANNO?
«Cito una norma su tutte. Non saranno più le imprese a dover presentare il Durc - il documento unico di regolarità contributiva indispensabile per certificare la regolarità dell’impresa nel rapporto con i lavoratori - al momento di partecipare a una gara. Sarà cura delle stazioni appaltanti acquisirlo d’ufficio e la validità di questo documento sale da 90 a 180 giorni. Inoltre, sempre in tema di lavoro, ci sono anche nuovi modelli standard per la valutazione delle sicurezza sui luoghi di lavoro e l’introduzione del modello di notifica di vari atti per via telematica».

SI È PARLATO DI UNA SANZIONE PER LE AMMINISTRAZIONI CHE RITARDANO L’EMISSIONE DI PROVVEDIMENTI CHE RIGUARDANO LE IMPRESE.
«Introduciamo una sanzione per ogni giorno di ritardo con cui la pubblica amministrazione risponde a richieste di autorizzazione o comunque lavora a procedimenti che hanno un termine ben individuato entro il quale devono arrivare al termine. Non abbiamo ancora stabilito l’importo ma penso che la sanzione andrà dai 30 ai 50 euro al giorno e comunque per un massimo di 2 mila euro. Verranno puniti funzionari e dirigenti che non rispettano i tempi e danneggiano le imprese. Per il momento partiamo così, se l’esperimento funziona fra un anno lo estendiamo anche ad altri provvedimenti che riguardano tutti i cittadini».

E le semplificazioni in materia edilizia?
«Ci saranno meno adempimenti burocratici e dunque meno costi da sostenere per le imprese che vogliono, per esempio, abbattere un palazzo e ricostruirlo. Saranno semplificati tutti i passaggi che riguardano l’emissione di certificati di agibilità, abitabilità e agibilità parziale. Ma queste norme, solo queste, dovranno essere recepite dalla Regione per avere gli stessi effetti anche nell’Isola. La Sicilia ha infatti competenza esclusiva in materia ambientale ed edilizia».

PER MERCOLEDÌ È ATTESO UN SUO DISEGNO DI LEGGE CHE INTRODUCE MISURE PIÙ GENERALI DI SEMPLIFICAZIONE. CI PUÒ ANTICIPARE QUALCOSA?
«Stiamo riscrivendo quasi tutte le procedure amministrative e i relativi tempi. E lo stiamo facendo eliminando leggi superflue e adottando testi unici. Verrà riscritto tutto quello che riguarda ambiente, beni culturali e istruzione. Ci saranno, per esempio, tempi e procedure più rapide per le autorizzazioni Via Vas (necessarie a realizzare opere pubbliche) e per le bonifiche. Stiamo rendendo esclusivo l’invio telematico all’Inps di certificati medici. Mentre fra quelle già approvate, c’è una norma che rende più facile ottenere la cittadinanza ai giovani che ne hanno diritto anche se i genitori hanno avviato le procedure in ritardo. Infine, sempre per quanto riguarda le imprese, stiamo prevedendo la creazione della figura del tutor amministrativo che sarà un funzionario dello sportello unico che si occuperà di agevolare l’imprenditore nell’ottenere certificati e autorizzazioni».

SECONDO LEI, TUTTO CIÒ BASTERÀ A DARE LA SCINTILLA PER LA RIPRESA ECONOMICA? E, SOPRATTUTTO, PER ABOLIRE L’IMU E SCONGIURARE L’AUMENTO DELL’IVA CI SONO LE RISORSE?
«Intanto c’è il tempo per ragionare su Imu e Iva, visto che abbiamo tre mesi di tempo. Io credo che fino a ora il governo si sia mosso molto bene dicendo la verità agli italiani. Stiamo cercando di togliere l’Imu sulla prima casa per il ceto medio ma ciò va fatto senza rischiare di provocare altri buchi. Gli italiani hanno fatto enormi sacrifici per permettere al Paese di uscire dalla procedura di infrazione per il deficit, ciò permetterà benefici a breve e non può essere vanificato».

SECONDO LEI IL GOVERNO RISCHIA SU IMU E IVA?
«Il governo non rischia. Non ci sono alternative all’esecutivo Letta. Leggo anch’io le proposte di nuovi accordi con grillini ribelli (l’idea di Bersani, ndr) e di governi di rinnovamento ma sono tutte ipotesi fuori dalla realtà. Ora serve stabilità politica e governabilità e tutte le forze di governo sono impegnate in questo senso».

E IN SICILIA? RITROVATA L’INTESA CON CROCETTA?
«Ci siamo incontrati e abbiamo stabilito di ripartire dal programma per attuare le riforme su cui abbiamo avuto il consenso degli elettori. Crocetta ci ha anche garantito che convocherà periodicamente vertici di maggioranza per compattare gli alleati. Noi chiediamo un’accelerazione sulla legge che dovrà disegnare i consorzi di Comuni che sostituiranno le Province e crediamo che si debba accelerare su tutte le misure in tema di sviluppo».

È IMPENSABILE LAVORARE IN SICILIA A LARGHE INTESE SUL MODELLO ROMANO?
«In Sicilia governa una maggioranza che è frutto dell’alleanza fra progressisti e moderati, come la chiama Giuseppe Lupo del Pd. E non ci sono alternative a tutto ciò. Le recenti elezioni amministrative hanno detto chiaramente che il il Pdl ha una crisi strutturale e che molti elettori non vanno alle urne perchè delusi dall’attuale offerta politica. Dunque l’unica cosa che possiamo fare e lavorare a migliorare l’offerta politica per recuperare questi elettori delusi».

LEI È MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. QUANDO SI SBLOCCHERANNO IL TURN OVER E QUANDO SCATTERANNO I RINNOVI CONTRATTUALI?
«Per i contratti ci vogliono almeno 7 miliardi e non credo che li troveremo quest’anno e neppure l’anno prossimo. Intanto però convocheremo i sindacati per discutere della parte giuridica dei contratti collettivi. Per il turn over è già previsto che nel 2014 venga sostituito il 20% dei pensionati, nel 2015 si arriverà al 50% e dal 2016 tutti i dipendenti che andranno in quiescenza saranno sostituiti».

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