Mercoledì, 25 Novembre 2020
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Dai massaggi alle terme, antiche pratiche per il benessere

La cura non può ridursi solamente a dati fisico-matematici o a freddi algoritmi

Quasi un paradosso. Nell'epoca attuale la medicina ha mostrato straordinari avanzamenti tecnici e tecnologi: nanomedicina; genetica; medicina predittiva, molecolare e rigenerativa; medicina elettronica e robotica; diagnostica per immagini morfo-funzionale con caratterizzazione tissutale; circuiti computazionali biochimici sintetici.
Eppure si riscontra un crescente e diffuso ritorno ad antichissime pratiche plurimillenarie: massaggio, attività fisica, ginnastica, terme. Rimaste praticamente immutate dall'antichità e praticate non solamente per accrescere il benessere ma prescritte spesso come parte integrante della terapia.
Natura primo medico, si potrebbe dire. Negli ultimi decenni l'umanità, inebriata dalle conquiste della scienza, si è allontanata dalla natura sfruttandola solo per poterla domare e asservire. Ma il riscoprire la saggezza della medicina tradizionale non deve significare rifiuto delle acquisizioni della biomedicina moderna.
Alcuni esempi. L'antichissima arte del massaggio nasce da un istinto naturale. Nei reperti archeologici e in antichi testi di molteplici civiltà si vedono persone intente a praticare queste manipolazioni. Più in generale si può parlare di Kinesiterapia, termine derivato dal greco che significa cura con il movimento. L'antico massaggio fu analiticamente e ben descritto da Galeno, medico di origine greca (così grande che ebbe fama di essere dopo Ippocrate il più insigne medico dell'antichità classica), il quale poi si trasferì a Roma, per divenire curante dell'imperatore Marco Aurelio.
Nel medio-evo - i cosiddetti «secoli bui» - impiego e tecniche del massaggio furono dimenticati, perché ritenuti impudichi. Solo due secoli addietro ritorna l'impiego della manipolazione ad opera delle scuole mediche svedesi, olandesi, tedesche.
Gli effetti biologici sono diretti e indiretti, sulla cute e sui tessuti di sostegno, riflessi su diversi organi interni e favoriscono la circolazione del sangue e della linfa e, di frequente, si inquadrano nella medicina fisica e riabilitativa.
I massaggi occidentali (sportivo, decontratturante, e quello «soft» californiano) agiscono sul corpo. I massaggi orientali lavorano sui cosiddetti canali energetici, con una visione dell'uomo inteso nella sua globalità di corpo e spirito, considerando vera causa prima delle malattie la rottura dell'armonia e dell'equilibrio interno o la frattura con l'ambiente naturale e sociale in cui si vive.
Il movimento, l'esercizio fisico, lo sport, la ginnastica sono praticati da millenni, perché capaci di determinare uno sviluppo armonioso. Pertanto vengono impiegati con scopo preventivo o terapeutico. È noto che la sedentarietà fa male. L'attività fisica va considerata come un vero farmaco, da assumere con dosaggi precisi, in base alla biotipologia e alla patologia di chi la pratica. Diversi i campi nei quali si ottengono vantaggi: malattie cardiovascolari, ipertensione, obesità, diabete, osteoporosi. È necessario calibrare tempi e dosaggi giusti, attraverso visite mediche e test accurati e periodici. In questo contesto si può accomunare una pratica orientale che unisce movimento, autorilassamento e discipline meditative: lo yoga, sempre più diffuso e promosso in tutti i continenti. Specie tra i vip.
Il complesso dei metodi di movimenti presuppone oggi indagini scientifiche, sui bioritmi, sull'apparato osteo-articolare e muscolare, per arrivare alla molecola, che è l'estremo di una scomposizione, in quanto l'elasticità ha una lenta e progressiva diminuzione o isteresi, che comporta un aumento da disordine del sistema bioconduttivo connessionale.
In tale ambito si colloca la cura con le acque, attraverso bibite, inalazioni, bagni, fanghi. Pratiche mediche che traggono origine dalla valorizzazione degli elementi naturali e rientrano nel vasto capitolo della terapia fisica.
Noti agli ebrei e agli egiziani, l'idroterapia e il termalismo o cure crenologiche trovarono la prima sistematizzazione ad opera di Ippocrate. La terapia idrica si trasferì successivamente a Roma e si diffuse sia come mezzo di cura delle malattie, sia come elemento profilattico e igienico. Sono testimonianza le vestigia gloriose delle magnifiche e sontuose terme di Roma. Le orde barbariche scese in Italia seppellirono poi, assieme all'impero romano, queste pratiche e passarono molti secoli prima che esse riaffiorassero dalle rovine, per opera della medicina araba, con riferimento in particolare ad Avicenna e Averroè.
A ciò si aggiunge che il settore termale può rappresentare uno dei principali motori di crescita dell'economia italiana, per l'indotto in tema di turismo e commercio che comporta.
L'Italia è il Paese con più alto numero di sorgenti termali in Europa. Anche la Sicilia è ricca di stazioni famose, con ottima qualità delle acque, ove spesso la peculiarità è dovuta all'origine vulcanica e alla mescolanza con acque marine sotterranee. Dalle terme di Montevago e di Sciacca (Agrigento) a quelle di Geraci Siculo, Sclafani e Termini Imerese (Palermo). E ancora le Terme di Alì Granata, Alì Marino, Vigliatore ma anche Vulcano e Lipari (Messina) sino ai centri di Calatafimi Gorga, e Segesta (Trapani). Molto famose sono infine le Terme di Acireale, in provincia di Catania, alle falde sud orientali dell'Etna.
La popolazione degli utenti ha sempre confermato il proprio gradimento nei confronti di questi trattamenti che coniugano le proprietà specificatamente terapeutiche dei mezzi termali con le peculiari condizioni di contesto nel quale si svolgono le cure. Tutti conosciamo, infatti, le proprietà di sinergia terapeutiche che l'ambiente è in grado di svolgere in numerose terapie per patologie acute e croniche, nelle quali l'atteggiamento positivo e proattivo del paziente rappresenta uno degli elementi determinanti per il raggiungimento dei migliori risultati possibili.
Tutto ciò va bene oltre il semplice «effetto placebo» per collocarsi con forza all'interno della definizione di salute dell'OMS - Organizzazione mondiale della sanità come «Benessere soggettivo all'interno di un contesto specifico sociale, culturale, economico...». Si può dire che le terme costituiscono un luogo idoneo e specifico per «guadagnare salute».
Perché questo ritorno all'antico? Il rilancio e la diffusione sempre più crescente di tali pratiche e terapie millenarie conferma che la medicina non può ridursi solo a dati fisico-matematici o ad algoritmi. Si ripropone il problema filosofico - sia teoretico che etico - del rapporto tra l'io e il suo corpo. Metodo saggio ed equilibrato, in presenza di caso clinico, è ricordare che la dimensione corporea del malato è inscindibile dalla totalità della sua stessa persona. Per rendere concreta la medicina condivisa, ove si coltiva la vita e la centralità del malato.

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