Venerdì, 22 Febbraio 2019

Sanremo, Venditti e Vanoni trascinatori: la classifica parziale della terza serata

Il festival prende il largo e lo fa dopo aver superato lo scoglio della seconda serata - seguita da 9 milioni di spettatori con il 47.3% di share, ascolti in linea con l'anno scorso.

'Viva l'Inghilterra' è la hit con cui Claudio Baglioni apre il terzo appuntamento con Sanremo trascinato dalla struggente Notte prima degli esami di Antonello Venditti, l'esilarante duetto tra Virginia Raffaele e Ornella Vanoni, il medley di Raf e Umberto Tozzi che con le loro hit trascinano nel karaoke tutto l'Ariston.

Dodici le esibizione dei big, nella fotogallery la classifica provvisoria. Ma sono gli ospiti a trascinare la serata. L'ultima volta era stato sul palco 19 anni fa con Fabio Fazio: Venditti celebra i 40 anni di Sotto il segno dei pesci e poi emoziona in duetto con Baglioni, entrambi al pianoforte, su Notte prima degli esami, esaltata dalla standing ovation del pubblico. Tutti in piedi anche per Raf e Tozzi: Il battito animale, Tu, Ti pretendo, Gloria, il medley è un coro che fa ballare tutto il pubblico. E quando i due intonano Si può dare di più, canta tutto il cast, anche Claudio Bisio e Virginia Raffaele.

Dopo Habanera in versione soufflé e Mozart 'fischiato', Virginia si concede una performance 'vintage' cantando Mamma sulle note di un vecchio grammofono: gracchia, si blocca, mima i salti della vecchia puntina. Ma è nello show con Ornella Vanoni che regala uno dei momenti da incorniciare di questo festival.

Spiritosa, sorprendente, la Vanoni si presenta in completo rosso fuoco prova a vendicarsi della sua imitatrice: "Mi hai rovinato la vita facendomi passare per una rimbambita, una rincoglionita, una maniaca sessuale... Recedi, stai zitta! Quando sei andata da Carlo Conti a fare la mia imitazione, ho passato un anno di inferno!".

L'abito mini della Raffaele, le "ali" piumate della Amoroso: i look della terza serata di Sanremo

Poi insieme cantano 'La gente e me' di Caetano Veloso: tra un'incertezza più o meno voluta e un buco di memoria, il numero è irresistibile. L'autoironia della Vanoni raggiunge il picco quando fa il verso alla Raffaele che le fa il verso. Poi chiude con un avvertimento alla Rai: "Sono venuta aggratis: che non diventi un'abitudine!".
'The Queen' Virginia e 'The King Bisio', come li ribattezza Baglioni, funzionano meglio da soli. L'idea dell'omaggio a Sergio Endrigo con Ci vuole un fiore, che l'attrice 'storpia' in 'fluoro', 'flipper', 'filtro' non è tra le migliori di questo festival.

Ospite della serata è anche Alessandra Amoroso, in outfit piumato: canta Dalla tua parte, il suo ultimo singolo, poi si misura con Baglioni su Io che non vivo, grande classico di Pino Donaggio, e chiude tra le lacrime. Si commuove anche Simone Cristicchi, che merita l'ovazione del pubblico con la sua Abbi cura di me.

Commozione per l'omaggio a Mia Martini, che si preannunciava come uno dei momenti più intensi del festival è lo è stato: Almeno tu nell'universo, trent'anni dopo di nuovo sul palco dell'Ariston, nel commovente tributo che Serena Rossi ha reso a Mia Martini. "Se pensavo a lei prima di conoscerla - ha detto l'attrice, che dà il volto all'artista nella fiction Io sono Mia, in onda il 12 febbraio su Rai1 - pensavo a un'ingiustizia, a una violenza, a una discriminazione. E invece era una grandissima artista, una grande donna. Stasera vorrei chiederle veramente scusa per tutto quello che le hanno fatto. Questo film è un atto d'amore per lei, per te Mimì!".

Ad aprire la gara è Mahmood, che coinvolge il teatro al ritmo di Soldi. Poi Enrico Nigiotti con i toni più riflessivi di Nonno Hollywood, Anna Tatangelo con Le nostre anime di notte, Ultimo che con I tuoi particolari si conferma tra i favoriti per la vittoria. Tra i dodici Big che sfilano stasera anche Francesco Renga (Aspetto che torni), Irama che sfida Bisio con la giacca damascata (La ragazza con il cuore di latta), Patty Pravo con Briga (Un po' come la vita), i Boomdabash (Per un milione), Motta (Dov'è l'Italia), The Zen Circus (L'amore è una dittatura), Nino D'Angelo e Livio Cori (Un'altra luce).

 

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