Lunedì, 21 Gennaio 2019
PALAZZO CHIGI

Vertice sulla manovra, Di Maio: accordo con la Lega, invariati reddito di cittadinanza e quota 100

"Sono soddisfatto per i risultati raggiunti nel vertice. Grazie al confronto abbiamo trovato un accordo su tutte le questioni: dalle pensioni d'oro al pagamento dei debiti da parte della Pa verso le aziende creditrici alla riduzione delle tariffe Inail sino all'ecotassa solo per le auto extralusso e non per utilitarie. Inoltre, reddito di cittadinanza e quota 100 ci saranno nei modi e nei tempi già noti. C'è un'intesa anche su una ulteriore riduzione fiscale".

Il vicepremier Luigi Di Maio dopo il vertice di Palazzo Chigi sulla manovra assicura che c'è accordo su tutto tra M5s e Lega. Come dire: accontenteremo l'Europa e non ci sarà alcun terremoto nel governo.

La strada però è stata lunga ed è cominciata ieri sera con una riunione ristretta di un'ora prima del vertice vero e proprio per evitare che sulla manovra lo scontro tra M5S e Lega degenerasse in crisi.

Il premier Giuseppe Conte e i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono incontrati in una stanza separata. Sul tavolo alcuni dei nodi che, ormai da giorni, incendiano i rapporti tra M5S e Lega. Conte ha invitato i due contraenti di governo alla calma con un primo risultato: l'accordo sull'ecotassa è il simbolo della rinnovata tregua tra i vicepremier. Ma sull'altro nodo, quello delle coperture per il 2,04% con cui puntare a evitare le sanzioni Ue, manca ancora una soluzione e Di Maio e Salvini sono arrivati a Palazzo Chigi con la comune intenzioni di non cedere su reddito di cittadinanza e quota 100.

"Le coperture ci sono", assicurano fonti di Palazzo Chigi spiegando che saranno prese dalle pieghe del bilancio. Ma la strada per trovarle, in realtà, è molto più laboriosa di quanto appaia. Per sopperire alle richieste di Bruxelles servono almeno 3 miliardi. Conte, che si è intestato da giorni la partita del negoziato tra Italia e Ue, secondo quanto si apprende da fonti nell'esecutivo, avrebbe chiesto un ulteriore taglio di 1,5 miliardi alle due misure "bandiera" di M5S e Lega.

E di fronte ai "no" dei suoi vice, rimbalzano voci che Conte avrebbe messo sul tavolo il suo incarico in caso dell'apertura di una procedura di infrazione da parte dell'Ue.
Voci che fonti leghiste di governo hanno smentito seccamente, parlando di "totale accordo" tra il presidente del Consiglio e i vicepremier su numeri e contenuti della manovra. La trattativa, nel governo e tra governo e Ue, però è tutt'altro che finita.

Il vertice allargato, al quale ha partecipato anche il titolare del Mef Giovanni Tria, il ministro Riccardo Fraccaro e i viceministri al Mef Laura Castelli e Massimo Garavaglia, è iniziato alle 21:30 circa e terminato all'una del mattino, con ancora l'incognita dell'accordo con Bruxelles. Passi avanti notevoli vengono invece fatti sull'ecotassa.

L'imposta resta per le auto extralusso e i Suv ma non per quelle di piccola cilindrata. Un ecobonus fino a 6mila euro viene introdotto per chi compra elettriche e ibride. Il M5S ottiene anche l'ok al taglio alle pensioni d'oro fino al 40% - con cui si finanzierà "opzione donna" - e i fondi per le metro e le buche di Roma. Via libera del governo anche sul taglio dei premi Inail (per un totale da 600 milioni) e sull'innalzamento per i sindaci della soglia degli appalti diretti da 40mila a 600 milioni di euro (quest'ultima norma voluta dalla Lega). Il bonus cultura, inoltre, non si applicherà più a concerti e cinema. La manovra comincia comunque a prendere forma e, assicurano a Palazzo Chigi, in giornata gli accordi presi stanotte saranno spiegati nei dettagli.

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