Giovedì, 13 Dicembre 2018

E' il Cosmic Day, il giorno dei raggi cosmici

Scienza e Tecnica
Rappresentazione artistica di un buco nero, una delle possibili sorgenti dei raggi cosmici (fonte: ESO)
© ANSA

E' l'International Cosmic Day, la Giornata internazionale dedicata ai raggi cosmici, le particelle ad altissima energia che arrivano dallo spazio. Capire che cosa siano e da dove provengano è lo specialissimo compito affrontanto dagli studenti di tutto il mondo, nell'iniziativa coordinata dal centro di ricerca tedesco Desydi Amburgo, e organizzata in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e con i principali centri di ricerca attivi nella fisica delle particelle, come il Cern di Ginevra, il Fermilab di Chicago.

Sono 2.000 i ragazzi delle scuole che partecipano in Italia, in collaborazione con le università che ospitano le sezioni dell'Infn. Le città italiane protagoniste dell'edizione 2018 sono Bari, L’Aquila (presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, ad Assergi, con la collaborazione del Gran Sasso Science Institute), Lecce, Milano, Napoli, Padova, Pavia, Perugia, Pisa, Siena, Roma (presso le università Sapienza e Tor Vergata) e Torino.

Obiettivo dell'International Cosmic Day è avvicinare gli studenti delle scuole superiori al mondo della ricerca di frontiera. Gli studenti analizzeranno i dati di un rivelatore di raggi cosmici, lo strumento con cui i ricercatori vedono la pioggia di particelle provenienti dal cosmo. Quando i raggi cosmici attraversano l’atmosfera, interagiscono con questa generando particelle secondarie, che al livello del mare sono nel numero di alcune centinaia al secondo per ogni metro quadrato di superficie.

Gli studenti studieranno il flusso di queste particelle secondarie, misurandone l’intensità e cercando di capire come questa dipenda dalla direzione di provenienza. Poi, in una videoconferenza, confronteranno le loro risposte con quelle ottenute da studenti di altre università e centri di ricerca in tutto il mondo. Alla fine della giornata gli studenti saranno invitati a preparare, come in una vera collaborazione scientifica internazionale, un breve articolo in lingua inglese che riassuma i risultati ottenuti, e gli elaborati saranno tutti pubblicati online.

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