Martedì, 18 Dicembre 2018

'Pozzati day', 4.000 volumi al MAMbo

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BOLOGNA - A poco più di un anno dalla scomparsa (1 agosto 2017), tre istituzioni culturali bolognesi dedicano iniziative a Concetto Pozzati sabato 1 dicembre, quando il pittore avrebbe compiuto 83 anni: l'inaugurazione del fondo librario donato dai figli alla biblioteca del MAMbo-Museo d'Arte moderna, un incontro all'Accademia di Belle Arti e la proiezione di un video ('Via Zamboni 57') realizzato da Maurizio Finotto nello studio di Pozzati, l'inaugurazione di una retrospettiva alla Galleria de' Foscherari.
    La nuova sezione della Biblioteca Emeroteca accoglie e rende consultabile l'ampia parte riferita all'arte moderna e contemporanea degli oltre 4.000 volumi e riviste donati da Jacopo e Maura Pozzati. La varietà delle pubblicazioni (monografie, cataloghi di mostre collettive, saggi e testi critici, riviste specializzate) riflette la natura eclettica degli interessi di Pozzati artista e docente, con particolare riferimento all'arte italiana tra gli anni '50 e '70. Pozzati era legato al MAMBo, ne aveva stimolato e seguito la nascita come assessore comunale alla Cultura tra il 1993 e il '96 nella Giunta Vitali, ma anche come artista presente in collezione permanente con varie opere, protagoniste della personale che il museo gli dedicò nel 2015 per l'ottantesimo compleanno.
    In Accademia al centro del ricordo sarà il suo insegnamento: professore lontano dai dogmi, basava il suo 'metodo' sull'empatia, la capacità di ascolto, la curiosità per il dialogo con gli studenti. Tanto che, è stato detto, "l'Aula Pozzati in Accademia assomigliava a un misto tra un convivio, una factory e un centro sociale". Da quell'Aula sono uscite generazioni di artisti diversi tra loro nelle forme espressive, ma accomunati dallo sguardo aperto e libero sul mondo.
    Chiuderà la giornata l'inaugurazione della mostra 'Lungo gli anni...': era il '63 quando Pozzati presentò per la prima volta una propria opera alla Galleria de' Foscherari, un dipinto di vaste dimensioni intitolato 'Grande spettacolo ortogonale', eseguito 'in diretta' in tre giorni e tre notti lavorando a fianco di Pirro Cuniberti e Luciano De Vita. A quella mostra fece seguito nel '64 la sua prima personale: fu l'inizio di un sodalizio destinato a durare più di cinquant'anni, che viene ripercorso con questa esposizione, aperta fino al 12 gennaio, a partire dal bozzetto di quella prima opera.
   

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