Lunedì, 10 Dicembre 2018
COMMISSIONE UE

Manovra, la cena fra Conte e Juncker: "Non siamo in guerra, Italia ti amo"

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (S) e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker

Un incontro non risolutivo ma che lascia aperte le speranze. «Confido che il dialogo possa portare a evitare la procedura. Sono sempre ambizioso». E’ la sintesi che Giuseppe Conte fa al termine della cena che proprio quel dialogo ha avviato con il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker sulla manovra. Non è però che l’inizio, e il tempo per evitare l’avvio della procedura d’infrazione per debito eccessivo è molto poco, ma il premier esce soddisfatto dall’incontro che secondo lui ha gettato le basi per un confronto nuovo, che dovrà prima di tutto far abbassare i toni, come hanno convenuto entrambe le parti.

«Ho messo in chiaro ieri sera che non siamo in guerra con l’Italia», al contrario, «ti amo Italia» (in italiano, ndr), sottolinea il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, al suo arrivo al vertice sulla Brexit, sulla cena sulla manovra con il premier Conte che è stata «vivace e interessante». Al termine dell’incontro «abbiamo concordato di restare in contatto permanente per diminuire le divergenze di vedute tra la Commissione e l’Italia».

«L'incontro ha ribadito l’apertura di un dialogo in un clima di rispetto reciproco, dobbiamo continuare a dialogare», ha detto Conte in un punto stampa al termine della cena alla quale hanno partecipato i diretti interessati al dossier conti pubblici: per l’Europa, i responsabili degli affari economici Dombrovskis e Moscovici, per l’Italia il ministro dell’economia Giovanni Tria.

Prima della cena a cinque, Conte e Juncker hanno avuto un faccia a faccia di una ventina di minuti. Un colloquio che è servito a testare la disponibilità del lussemburghese nei confronti del Governo: nessuna preclusione, anzi, la Commissione cerca sempre di aiutare i Paesi, come ripetuto anche nei giorni scorsi, ma certamente ci si aspetta che i toni si abbassino. Tanto che alla fine delle due ore di incontro Conte spiega: «Questo scambio» con il presidente Jean Claude Juncker «ha avuto un aspetto positivo: entrambi abbiamo convenuto che i toni devono essere mantenuti bassi e confidare che lo spread possa scendere. Abbassare i toni può contribuire a ciò visto che ci è
stato detto che i toni alti lo alzavano».

Per il resto «non è stato un incontro risolutivo», ammette il premier. Ma «il passo avanti sta nell’aver ribadito l’apertura di un dialogo» tra Italia e Ue. Non era così scontato, in effetti, dopo il primo passo formale compiuto mercoledì scorso dalla Commissione verso l’apertura di una procedura per debito eccessivo. E ora aspetta che i Governi dell’Eurozona diano l’ok a fare il secondo passo, cioè l’avvio dell’iter che potrebbe portare prima alla richiesta di una manovra correttiva e poi a sanzioni pecuniarie. Ma Conte è soddisfatto. «Il clima mi ha rasserenato sul fatto che si sta proseguendo sul dialogo costruttivo. Il dialogo avverrà già da domani, continuerà nei prossimi giorni e si svilupperà nelle prossime settimane», annuncia.

Anche un portavoce della Commissione parla di un lavoro che «proseguirà nei prossimi giorni per avvicinare i rispettivi punti di vista e cercare una soluzione di prospettiva». Una formula che non esclude né promette niente. Anche perché non c'è da convincere più solo la Commissione, ma anche gli altri Stati dell’Eurozona, dove i falchi si sono risvegliati e sono in campagna elettorale tanto quanto l’Italia. Conte cercherà di aprire un dialogo anche con loro e, spiega, qualche scambio potrà averlo anche domani stesso nel vertice sulla Brexit. Con la Commissione, comunque, «non si è discusso di saldi finali». E si è ribadita la posizione su tutte le misure «qualificanti» del Governo.

«Ovviamente non ho posto alcuna rinuncia alle riforme», ha sottolineato il premier riferendo quanto discusso nell’incontro. E il vicepremier Salvini se ne rallegra su twitter, subito dopo la cena di Bruxelles: «Passi indietro non se ne fanno! Avanti tutta!».

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