Domenica, 16 Dicembre 2018
ECONOMIC OUTLOOK 2018

Ocse: "Da reddito di cittadinanza scarsi benefici su crescita dell'Italia"

Nuova bacchettata sulla manovra del governo italiano, Questa volta giunge dall'Ocse, nel capitolo dell’Economic Outlook 2018 dedicato all’Italia.

La manovra italiana "ha giustamente l'obiettivo di aiutare i poveri, ma data la sua composizione, i benefici sulla crescita saranno probabilmente modesti, soprattutto nel medio termine". Il reddito di cittadinanza attualmente promosso dal governo, si spiega, "rafforza notevolmente i programmi anti-povertà, ma per essere efficace e contenere i costi, il governo deve accelerare le riforme volte a migliorare i programmi di ricerca del lavoro e la formazione, nonché politiche di inclusione sociale".

In ogni caso, secondo l’Ocse, "basarsi sul lavoro già fatto da numerosi comuni nel quadro del nuovo piano sul reddito di inclusione entrato in vigore a inizio 2018 darebbe risultati migliori e più rapidi". In Italia "servono una politica di bilancio prudente e riforme strutturali per rilanciare la crescita e far fronte alle profonde divisioni sociali e regionali", è poi l’appello lanciato dall’Ocse.

"Riforme economiche e sociali e una politica di bilancio prudente - ribadiscono gli economisti dell’organismo
internazionale - devono continuare se l’Italia vuole rafforzare la coesione sociale e rilanciare la crescita". Secondo l’Ocse, "senza una politica di bilancio sostenibile, lo spazio perché il settore pubblico dia benefici e aiuti i poveri si ridurrà inevitabilmente".

La riduzione dell’età pensionistica, sempre secondo l'Ocse, "aggraverà le diseguaglianze tra generazioni aumentando il già alto livello di spesa previdenziale" e "ridurrà la crescita di lungo termine riducendo la popolazione in età lavorativa".

"L'espansione globale ha raggiunto un picco - ha poi affermato l'Ocse -. La crescita del Pil mondiale dovrebbe gradualmente calare dal 3,7% nel 2018 al 3,5% circa nel 2019 e nel 2020". Queste le previsioni in cui stima
anche che "la crescita nell’area dell’euro dovrebbe ridursi lentamente da circa il 2% nel 2018 a poco più dell’1,5%% entro il 2020".

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