Martedì, 18 Dicembre 2018

Bussetti, la ricerca diventi un motore di crescita

Scienza e Tecnica
Il ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca nella cerimonia per i 95 anni del Cnr
© ANSA

La ricerca scientifica può diventare "un motore di crescita per il Paese", ma perché questo accada la politica deve creare le condizioni opportune: lo ha detto oggi a Roma il ministro per l'istruzione, l'università e la ricerca, Marco Bussetti, intervenendo alle celebrazioni dei 95 anni del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Presenti all'evento il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il primo ministro Giuseppe Conte, il ministro dell'Economia Giovanni Tria, i vicepresidenti di Camera e Senato, Mara Carfagna e Ignazio La Russa. Numerosi anche i rappresentati di enti di ricerca e università.

"È attraverso la valorizzazione della ricerca che progettiamo un futuro di prosperità e di benessere individuale e collettivo", ha rilevato il ministro, e la politica "ha il compito di creare un ecosistema perché la ricerca diventi motore dell'innovazione e della crescita del Paese".

Per Bussetti è inoltre "necessario" tradurre la ricerca "in valore economico" attraverso lo sviluppo di "relazioni sinergiche tra gli attori chiave del sistema formativo ed economico: brevetti, esportazioni tecnologiche, investimenti in start-up, collaborazione università-imprese". Perché questo sia possibile, ha aggiunto, "bisogna ragionare nell'ottica di un sempre più stretto partenariato pubblico-privato nel quale il trasferimento tecnologico abbia un ruolo di primo piano.

Un passo in questa direzione, ha indicato il ministro, è "il consolidamento sistematico delle strutture di trasferimento tecnologico, oggi presenti solo a macchia di leopardo sul territorio italiano". Questo, ha osservato "permetterebbe la creazione di un luogo di interscambio fattivo di conoscenza e capitale umano tra università, enti pubblici di ricerca e imprese". E' quindi importante "fare sistema e creare una rete che metta ingegneri e scienziati a disposizione delle aziende locali per sviluppare a pagamento nuovi prodotti o innovare i loro processi. È necessario - ha rilevato - che chi produce conoscenza entri in contatto diretto con chi quella conoscenza si occupa di tradurla in valore industriale".

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