Giovedì, 13 Dicembre 2018
GOVERNO

Manovra, l'Ue pronta a bocciare ancora l'Italia: lo spread vola a 322 punti

Manovra Italia, Manovra Ue, Sicilia, Politica
Giovanni Tria e Giuseppe Conte

La commissione europea è pronta a bocciare nuovamente la manovra dell’Italia e a dichiarare non in linea con le regole del Patto di stabilità il percorso di rientro del debito pubblico italiano. Ma il programma del Governo non cambia e il dialogo con la Ue proseguirà anche dopo che l’apertura della procedura, tanto che il premier Giuseppe Conte incontrerà sabato a cena, prima del vertice europeo di domenica, il presidente della commissione Jean-Claude Juncker.

Il ministro dell’economia Giovanni Tria, a Bruxelles per l'Eurogruppo, lo assicura ai colleghi e ai commissari: l’Italia non cambia linea e continuerà, pacatamente, a difendere le ragioni economiche di un deficit più alto delle attese ma che comunque non sfora i parametri. Anzi, è tra i più bassi della storia italiana e più basso anche di quello che Francia e Spagna hanno avuto per molti anni. Ragioni che molti Paesi contestano, spiega il ministro, forse non per convinzioni economiche ma per opportunità politica visto che sono in campagna elettorale e in difficoltà a casa loro. A differenza del Governo italiano che gode di un forte appoggio.

Ma la convinzione di Tria non placa lo spread, che chiude in netto rialzo a 322, mentre la Borsa a fine giornata gira in calo e chiude in negativo. Segnali di fatica anche dalla prima giornata di collocamento del nuovo Btp Italia: la prima emissione da quando è entrato in carica il nuovo Governo raccoglie solo 481,3 milioni di euro, segnando il peggior risultato dopo il flop (218 milioni) di giugno 2012. Intanto, in Italia, i due vicepremier si preparano al verdetto Ue di mercoledì. Matteo Salvini utilizza una metafora per fare appello all’unità: L’Europa «vuole fare litigare, farci polemizzare», ma noi «dobbiamo essere compatti, perché uno squalo si avvicina se gli fai sentire l’odore del sangue».

Luigi Di Maio si dice assolutamente «non preoccupato» dall’eventualità di una procedura d’infrazione. Mentre l’opposizione attacca e chiede al Governo di cambiare la manovra. Ma i numeri non cambiano, e ci penserà il premier Conte a portare a Bruxelles, direttamente al presidente Juncker, la prima reazione dell’Italia alla decisione Ue in arrivo.

Tria, che ha visto il commissario Moscovici solo brevemente a margine dell’Eurogruppo straordinario, conferma la linea economica italiana. E imputa a ragioni elettorali le «posizioni molto rigide» che alcuni partner Ue hanno sulle scelte italiane.
Il ministro le difende fino in fondo, invitando la Commissione a cambiare prospettiva: «Penso debba tener conto del rallentamento dell’economia europea, non solo italiana», e quindi della scelta di fare una manovra «moderatamente espansiva», e non discutere di uno 0,4 in più o in meno di deficit, che comunque resta più basso di altri.

Nell’Eurogruppo dedicato alle riforme, Tria si è detto in generale favorevole al bilancio dell’Eurozona, proposto da Francia e Germania e per ora contrastato solo dall’Olanda. Salvini, poche ore prima, aveva invece espresso la sua riserva:
"Se danneggia l’Italia, come pare, ovviamente non ci sarà il nostro consenso». Ma, per ora, sull'idea c'è stato solo un primo
giro di tavolo. Mancano ancora tutti i dettagli, cruciali come dimensione e condizioni di utilizzo, su cui i Governi dovranno posizionarsi con chiarezza nei prossimi mesi.

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