Domenica, 16 Dicembre 2018
CALCIO

Nazionale, Mancini: "L'Italia guarita? Non è mai stata malata"

La Nazionale riparte con una grande tentazione: battere sabato il Portogallo per chiudere al primo posto nel proprio girone di Nations League e qualificarsi così per la Final Four in programma l’anno prossimo. Roberto Mancini non si nasconde e lo dice il primo giorno di raduno a Coverciano, alla presenza anche del neo presidente federale Gabriele Gravina.

«Vogliamo continuare sulla strada intrapresa contro Ucraina e Polonia cercando di limare gli errori e migliorare sempre di più - le parole del ct azzurro - Conquistare il primo posto è difficilissimo ma sabato giocheremo per riuscirci sperando poi che la Polonia vinca o pareggi contro i portoghesi».  Lo scorso ottobre l’Italia riuscì a vincere al 92' con un gol di Biraghi dopo una ottima prestazione, Mancini intende ripartire da lì, «a patto di essere più concreti sotto porta e non aspettare i minuti finali per vincere partite dominate come quella di un mese fa». Quindi si va verso la conferma del 4-3-3 sperando nel recupero di Bernardeschi: «Ad ora è disponibile, vediamo come sta».

L’Italia all’attacco è piaciuta ai tifosi ma da qui a dire che abbia risolto tutti i problemi ancora ce ne corre: «Se l'Italia è guarita? Non è il termine esatto perché penso che non sia mai stata malata. Dobbiamo comunque crescere a livello di gioco» ha sentenziato il ct. Ventisette i convocati tra i quali spiccano altri tre debuttanti (Stefano Sensi, Sandro Tonali e Vincenzo Grifo) ma non giocatori quali Balotelli, Belotti, El Shaarawy. «Ma chi parla di bocciatura sbaglia, io non boccio nessuno. Abbiamo ancora tempo da qui all’Europeo, nessuno deve sentirsi escluso, neppure chi non è ancora mai venuto qui. Chiunque gioca bene verrà chiamato e questo vale per tutti - ha ribadito Mancini - Belotti può dare di più e spero torni ai livelli di due anni fa, El Shaarawy lo conosciamo bene e so quel che può darci».

Anche per questo il ct ha scelto di convocare, pure stavolta, elementi che conosce poco o nulla: «Grifo è già stato convocato nelle nazionali giovanili, Evani mi ha detto che ha qualità e merita di essere visto. Sensi è tecnicamente molto bravo, può essere un’alternativa nel suo ruolo, Tonali è stato tra i migliori all’Europeo Under 19, è un giovane molto interessante».

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