Giovedì, 15 Novembre 2018
163 I SÌ

Governo, il decreto sicurezza ottiene la fiducia in Senato: ora tocca alla Camera

Via libera del Senato al decreto Sicurezza con 163 Sì, 59 no e 19 astenuti. I presenti sono stati 288, i votanti 241. Il decreto, che è stato approvato con il voto di fiducia, ora passa al vaglio della Camera.

"Decreto Sicurezza e Immigraziopne, ore 12.19, il Senato approva!!! #DecretoSalvini, giornata storica!". Lo scrive su twitter il Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

"Si rassegnino gli sciacalli questo governo andrà avanti a lavorare per 5 anni", ha poi detto in una conferenza stampa al Viminale. E ha poi aggiunto: "Se capiscono che la musica è cambiata, gli scafisti cambiano mestiere".

"Agli amici del Pd di cui condivido la frustrazione che dicono che aumenta la clandestinità rispondo: dovremmo continuare a regalare permessi di soggiorno finti a capocchia per far finta che sia tutto normale? Il permesso di soggiorno per motivi umanitari ce l’ha chi scappa dalla guerra, dalla tortura e dalla persecuzione. I cosiddetti migranti economici - continua Salvini - non possono avere questo tipo di riconoscimento".

"Questo messaggio arriva in contemporanea oggi in Nigeria, Costa D’Avorio, Tunisia, Bangladesh, Senegal, Pakistan", ha poi aggiunto.

Di umore opposto Tommaso Nannicini, componente della segreteria del Pd, che nel commentare il dl Sicurezza va contro il vicepremier: "Si scrive Salvini ma si legge clandestini. Il dl sicurezza approvato oggi al Senato porta meno legalità, meno diritti, meno controlli. Non c'è sicurezza senza integrazione #ladridiparole".

La fiducia sul decreto sicurezza "è una scelta sbagliata, presa su uno dei provvedimenti più ingiusti di questo governo". Lo afferma la Fp Cgil in una nota sul decreto sicurezza appena approvato al Senato e alla questione di fiducia posta, sottolineando come «gli effetti del decreto si respirino già, attraverso diverse iniziative
restrittive.

"C'è - si legge nella nota - il taglio delle risorse che ricadrà anche sulle spalle dei lavoratori impiegati nel settore dell’accoglienza, come denunciammo alla nostra iniziativa Palermo 'Uecare'. Il lavoro degli operatori e degli assistenti sociali rischia di esserne snaturato: un ruolo volto all’inclusione sociale e che invece rischia di trasformarsi, rendendo questi lavoratori veri e propri controllori degli ospiti dei centri".

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