Martedì, 20 Novembre 2018
LA STORIA

Imprenditore palermitano scomparso e ritrovato in Scozia: foto e ricordi per aiutarlo

E’ un viaggio a ritroso attraverso ricordi, fotografie e pezzi di vita vissuta, quello che sta cercando di compiere la moglie di Salvatore Mannino, l'imprenditore di 52 anni originario di Palermo e residente nel Pisano e ritrovato in stato confusionale a Edimburgo, per aiutare il marito a recuperare la memoria e svelare il giallo che lo circonda da settimane.

L’uomo è stato ritrovato a terra qualche giorno dopo la sua sparizione nella cattedrale di Sant'Egidio, nella capitale scozzese, e poi ricoverato in ospedale dove è rimasto senza identità per settimane prima di essere compiutamente riconosciuto grazie a due tatuaggi qualche giorno fa. Da allora la moglie di Mannino è al capezzale del marito che non l’ha riconosciuta, né riesce più a parlare in italiano ma sa solo pronunciare semplici frasi in un inglese scolastico. La donna gli mostra fotografie e gli racconta aneddoti di vita privata per aiutarlo a ricordare.

I medici scozzesi per ora non sono riusciti a spiegare l'amnesia, ma fisicamente l’imprenditore toscano è in buona salute. Per ora però non è possibile farlo tornare a casa: trattandosi di un paziente psichiatrico è necessario che durante il viaggio sia accompagnato da personale sanitario specializzato e per questo i familiari, assistiti dall’avvocato Ivo Gronchi, hanno già avviato contatti con l’Asl Toscana Nord Ovest. Nessuna novità, al momento, anche sulla ricostruzione dei fatti: l’uomo non ha saputo spiegare che cosa gli sia capitato, né in che modo abbia raggiunto la Scozia. La denuncia di scomparsa fu formalizzata dalla moglie di Mannino il 20 settembre, ma il marito è sparito il giorno prima dopo avere accompagnato a scuola uno dei suoi figli.

L’imprenditore era uscito di casa senza soldi e senza telefono cellulare, in tasca aveva solo la carta d’identità, che in Scozia non è stata trovata. La sua auto fu invece rinvenuta parcheggiata in una strada piuttosto trafficata di Pontedera (Pisa). In casa, i familiari dell’imprenditore trovarono subito invece la sua borsa da lavoro con 10.300 euro in contanti e un biglietto cifrato che tradotto in lettere componeva la frase «Perdonami scusa». I carabinieri hanno monitorato per settimane i conti correnti dell’uomo e non hanno notato nulla di anomalo. Come abbia potuto espatriare resta un mistero, così come i motivi del suo allontanamento improvviso.

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