Martedì, 20 Novembre 2018
COMPAGNIE AEREE

Bagaglio a mano a pagamento, nuovo ultimatum dell'Antitrust a Ryanair

Nove giorni. È il tempo massimo concesso a Ryanair dall’Antitrust per fornire spiegazioni sulla nuova policy del bagaglio a mano a pagamento che entrerà in vigore il prossimo primo novembre.

Nel mirino, insieme alla compagnia irlandese, anche la low cost ungherese Wizz Air che avendo annunciato una simile policy è incappata nello stesso provvedimento.

L’Autorità ha infatti ora notificato al vettore irlandese l'avvio di un sub-procedimento cautelare per l’eventuale sospensione provvisoria della pratica commerciale ritenuta scorretta in considerazione «del pericolo di un danno grave e irreparabile» ai consumatori costretti a corrispondere dal primo novembre un supplemento rispetto alle tariffe standard del vettore, per un servizio - uno spazio per il bagaglio a mano - «che rappresenta un elemento essenziale del contratto di trasporto».

Ryanair ha ora nove giorni di tempo per rispondere alle contestazioni e far valere la propria tesi. Esultano i consumatori, in primis Altroconsumo e Codacons che sottolineano le «migliaia di telefonate e messaggi dei viaggiatori per protestare sul pagamento in più richiesto da Ryanair» e ricordano anche che le ripetute modifiche delle regole e condizioni per il trasporto del bagaglio a mano potrebbero esporre i consumatori al rischio di incorrere in altri sovra costi - previsti per il mancato rispetto delle nuove condizioni - nel caso in cui si presentino al gate con un bagaglio a mano non registrato.

La nuova stretta dell’Autorità arriva dopo l’avvio del procedimento nei confronti della low cost il 20 settembre scorso e scalda ancora di più un autunno già complicato per la compagnia alle prese da mesi con una vera e propria battaglia per i contratti dei piloti e del personale.

La politica dei bagagli di Ryanair era già finita nel mirino dell’Antitrust all’inizio del 2018 per il supplemento dell’imbarco prioritario obbligatorio per non mettere il bagaglio a mano in stiva e si aggiunge alla multa da 1,85 milioni comminata lo scorso anno per il caos dei voli a settembre e ottobre, causati dalla mancanza di piloti.

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