Lunedì, 22 Ottobre 2018

Tumore al seno metastatico, flash-mob per dare voce a malate

Salute e Benessere
Iniziativa 'Oltre il nastro rosa' il 13 ottobre a Milano
© ANSA

- Un flash-mob, il primo del genere in Italia, per dare voce e visibilità alle richieste delle donne con tumore metastatico, organizzato dal comitato 'Oltre in nastro rosa' si terrà a Milano il prossimo sabato 13 ottobre in piazza Gae Aulenti a partire dalle 12. Fra le richieste, informazione corretta, risorse per la ricerca, umanizzazione e personalizzazione delle cure, forme di welfare specifiche, un osservatorio sul tumore al IV stadio. E anche l'istituzione di una giornata nazionale come già avviene negli Stati Uniti dove proprio il 13 ottobre è la giornata del cancro al seno metastatico.
    L'iniziativa è stata ideata da un gruppo di donne che vive con questa patologia, organizzata attraverso contatti e confronti con altre pazienti e infine promossa con un evento creato su Facebook che ha già registrato oltre un migliaio di persone interessate. La stessa pagina Fb ospiterà la diretta durante l'evento, #oltreilnastrorosa è l'hashtag scelto per comunicare sui social, insieme ad altre parole d'ordine come #ilsilenziononcisalverà. "Il tumore metastatico è lo stadio della malattia che necessiterebbe di più attenzioni e di cui invece non si vuole parlare - spiegano le organizzatrici in un comunicato -. Ogni giorno in Italia 33 donne muoiono di cancro al seno metastatico.
    Circa 12000 l'anno. Sono nostre amiche, sorelle, madri, le cui vite vengono spezzate da una malattia su cui è in atto, nel nostro Paese, una grande disinformazione. Nonostante queste cifre, la malattia viene comunemente descritta come guaribile nella stragrande maggioranza dei casi e come un rito di passaggio capace addirittura di rendere migliore chi ne viene colpita. Una narrazione che nasconde la realtà di terapie estenuanti e prolungate che non offrono garanzia di guarigione: circa il 30% delle donne che si ammalano di cancro al seno, a prescindere dallo stadio alla diagnosi, muore". "È giunto il momento - concludono - di dire basta a tutto questo. Non smetteremo di ammalarci e morire finché non si aprirà un dibattito pubblico serio che parta dal riconoscimento dei dati di fatto". (ANSA).
   

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