Domenica, 21 Ottobre 2018

Auto autonome imparano a guidare come l'uomo, dall'esperienza

Scienza e Tecnica
Dal Mit le prime auto autonome capaci di imoarare dall'esperienza (fonte: MIT/CSAIL)
© ANSA

Le auto autonome imparano a guidare come l'uomo: osservano l'ambiente in cui si trovano e il comportamento degli altri per apprendere dall'esperienza. In questo modo diventano più sicure. E' possibile grazie all'algoritmo messo a punto nel Laboratorio di Computer Science e Intelligenza artificiale (Csail) del Massachusetts Institute of Technology (Mit). Presentato a Madrid, alla conferenza internazionale su sistemi e robot intelligenti, l'algoritmo è pubblicato sul sito arXiv.

Generalmente i robot si muovono grazie ad algoritmi che creano un 'albero' di possibili percorsi, che si dirama fino a trovare quello migliore. Uno svantaggio, tuttavia, è che le macchine non possono sfruttare le informazioni su come si sono comportate in precedenza in ambienti simili. In pratica "la millesima volta che il robot attraversa la stessa stanza è complicata come la prima volta", rileva uno degli autori della ricerca, Andrei Barbu, del laboratorio Csail e del Centro di ricerca su Cervelli, menti e macchine (Cbmm) del Mit.

Il punto di partenza per risolvere il problema è stato un algoritmo per il controllo del movimento, realizzato in precedenza sempre nel Mit dall'italiano Emilio Frazzoli e da Sertac Karaman, combinato con una rete neurale che impara dall'esperienza. Si sono ottenute in questo modo auto autonome capaci di muoversi in un ambiente come fa l'uomo,ossia basandosi sulle esperienze precedenti e in grado di riconoscere eventuali ostacoli o pedoni da evitare osservando il comportamento delle altre automobili.

Il modello è stato addestrato in diversi ambienti: in uno di essi un robot doveva spostarsi evitando una serie di ostacoli, fra i quali altri robot in movimento: un test utile quando le auto a guida autonoma sono alle prese con incroci e rotatorie. "Situazioni come le rotatorie sono difficili -osserva Barbu - perché richiedono un ragionamento su come gli altri risponderanno alle tue azioni, su che cosa faranno dopo". Nel test il robot è riuscito a evitare collisioni, uscendo indenne da una rotonda: "ha tenuto conto  - dicono i ricercatori - del comportamento delle altre macchine, come fa l'uomo".

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