Martedì, 23 Ottobre 2018
CALABRIA

"Immigrazione clandestina": arrestato il sindaco di Riace, simbolo dell'accoglienza

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Domenico Lucano, sindaco di Riace

La guardia di finanza ha arrestato e posto ai domiciliari il sindaco di Riace, Domenico Lucano, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell'affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.

L’arresto è stato fatto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Locri su richiesta della Procura della Repubblica. Disposto anche il divieto di dimora nei confronti della compagna di Lucano, Tesfahun Lemlem, accusata degli stessi reati contestati al sindaco di Riace. L'operazione che ha portato all'arresto del primo cittadino è stata denominata «Xenia» ed è stata condotta dal Gruppo di Locri della guardia di finanza.

La Procura della Repubblica di Locri, in una nota diramata alla stampa, parla, in relazione ai reati contestati a Lucano ed alla compagna, di «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. La misura cautelare - si aggiunge - rappresenta l'epilogo di approfondite indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, svolte in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al Comune di Riace, per l'accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico».

Con l’arresto di «Mimmo», come tutti lo chiamano, crolla il «mito» di un amministratore diventato famoso per il suo impegno in favore dei migranti, che in migliaia avevano trovato ospitalità nel centro della Locride, già noto per il ritrovamento in mare dei «Bronzi».

L’impegno di Lucano in favore dei migranti gli diede enorme notorietà anche a livello internazionale, tanto che nel 2016 la rivista americana «Fortune» lo inserì tra le 50 personalità più potenti nel mondo. I «guai» per il sindaco cominciarono quando la Prefettura di Reggio Calabria, lo scorso anno, dispose un’ispezione nel Comune di Riace dalla quale emersero una serie di irregolarità nell'utilizzo dei finanziamenti governativi per la gestione dei rifugiati.

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha commentato sui social la notizia dell'arresto di Lucano: «Accidenti, chissà cosa diranno Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati! #Riace», così il vicepremier su twitter.

Immediata la risposta di Stefano Fassina, nel corso di Omnibus su La7: «Totale solidarietà a Mimmo Lucano, sindaco di Riace. Dimostrerà il valore umano e sociale esemplare dei suoi atti. A proposito di tweet, Matteo Salvini ha perso un’ottima occasione per stare lontano dal telefonino».

«Il mandato di arresto per il sindaco di Riace è uno schiaffo in faccia a chi pratica il dovere dell’accoglienza e conferma la pulsione fascistoide di cui sta cadendo preda il nostro paese. Solidarietà piena a Mimmo Lucano», ha invece scritto Gad Lerner sul suo profilo facebook.

In difesa del primo cittadino è intervenuto anche l'attore Beppe Fiorello: «Crederò in te più di prima. Qualcuno si porterà sulla coscienza la vita di un uomo straordinario, io so che Mimmo non sopporterà questa vergogna, ora cerco parole per difenderlo ma mi rendo conto che non va più difeso: va amato come lui ama il prossimo».

«Continua l’accanimento contro Mimmo Lucano, sindaco di Riace - dichiara in una nota Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil -  Il suo modello di accoglienza verso i migranti è da tempo sotto attacco, e oggi arriva l’arresto per la paradossale accusa di favoreggiamento all'immigrazione clandestina. La Fiom ha sempre sostenuto le politiche di concreta integrazione portate avanti con coraggio da Mimmo Lucano e staremo al suo fianco anche in questo momento.  È ancora più necessaria una mobilitazione nazionale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, per l’accoglienza e per il lavoro di tutte e tutti».

© Riproduzione riservata

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