Venerdì, 14 Dicembre 2018
IL REPORT

Nel mondo muore un bimbo ogni 5 secondi: l'Unicef lancia l'allarme minori

Nel 2017 nel mondo sono morti circa 6,3 milioni di bambini sotto i 15 anni, ovvero uno ogni 5 secondi, spesso per cause prevenibili. La maggior parte diqueste morti - 5,4 milioni - sono avvenute nei primi 5 anni divita, e per circa la metà hanno riguardato dei neonati. Tuttaviail numero di bambini morti sotto i 5 anni è diminuito fortemente, passando dai 12,6 milioni del 1990 ai 5,4 milioni dello scorso anno. I dati arrivano dalle nuove stime sulla mortalità lanciate dall’Unicef, dall’Oms e dalla Divisione delleNazioni Unite per la Popolazione e dal Gruppo della Banca
Mondiale.

Il numero di bambini sotto i 5 anniche muoiono - spiega il Rapporto - è passato dai 12,6 milionidel 1990 ai 5,4 milioni del 2017. Nello stesso periodo, ilnumero di mortifra i bambini di età maggiore, fra i 5 e i 14anni, è calato da 1,7 milioni a meno di un milione.

A livellomondiale nel 2017, la metà di tutte le morti sotto i 5 anni èavvenuta in Africa Subsahariana, e un altro 30% in AsiaMeridionale. In Africa Subsahariana, 1 bambino su 13 è mortoprima del suo quinto compleanno. Nei paesi ad alto reddito,
questo numero era di 1 su 185.

«Senza un’azione immediata, entro il 2030 moriranno 56 milioni di bambini sotto i 5 anni, la metà dei quali neonati», ha dichiarato Laurence Chandy, Direttore dei Dati, Ricerca e Politiche dell’UNICEF. «Dal 1990 abbiamo compiuto notevoli
progressi per salvare i bambini, ma in milioni stanno ancora morendo a causa delle circostanze e del luogo in cui nascono. Con soluzioni semplici come medicine, acqua pulita, energia elettrica e vaccini, possiamo cambiare questa realtà per ogni bambino».

La maggior parte dei bambini sotto i 5 anni muore per cause prevenibili o curabili come complicazioni durante la nascita, polmonite, diarrea, sepsi neonatale e malaria. A confronto, gli infortuni diventano sempre più causa di morte tra i bambini fra i 5 e i 14 anni, soprattutto per annegamento e incidenti stradali. Anche in questo gruppo di età esistono differenze a livello regionale: un bambino proveniente dall’Africa Subsahariana ha un rischio di morte 15 volte maggiore che in Europa.

Per i bambini, ovunque nel mondo, il periodo più a rischio è il primo mese di vita. Nel 2017, 2,5 milioni di neonati sono morti nel loro primo mese di vita. Un bambino nato in Africa Subsahariana o in Asia Meridionale aveva una probabilità nove volte maggiore di morire nel primo mese di vita rispetto a un bambino nato in un paese ad alto reddito.

I progressi per salvare le vite di neonati sono stati più lenti rispetto a quelli per gli altri bambini sotto i 5 anni dal 1990.  Anche all’interno dei paesi persistono delle disparità. I tassi di mortalità sotto i 5 anni fra i bambini nelle aree rurali sono, in media, del 50% più alti rispetto a quelli delle aree urbane. Inoltre, coloro che sono nati da madri non istruite hanno una probabilità oltre due volte maggiore di morire prima di compiere cinque anni rispetto a quelli nati da madri con un’istruzione di livello secondario o superiore.

I TASSI DI MORTALITÀ PER PAESE

I paesi in cui si è registrato un tasso maggiore di mortalità sotto i 5 anni sono:
Somalia (127 su 1.000 nati vivi), Ciad (123), Repubblica Centrafricana (122), Sierra Leone (111) e Mali (106). I paesi in cui si è registrato un tasso maggiore di mortalità
neonatale sono: Pakistan (44 ogni 1.000 nati vivi), Repubblica Centrafricana (42), Sud Sudan (40), Somalia (39) e Afghanistan (39). Repubblica Centrafricana (88 bambini ogni 1.000 nati vivi), Sierra Leone (82), Somalia (80), Ciad (73), Repubblica Democratica del Congo (70) sono i primi 5 paesi al mondo in cui
nel 2017 si è registrato il più alto tasso di mortalità sotto un anno.

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