Lunedì, 24 Settembre 2018

Ungheria a Parlamento Ue, contro di noi una caccia alle streghe

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Ungheria a Parlamento Ue, contro di noi una caccia alle streghe
© ANSA

BRUXELLES - "Il premier Orban sarà franco e diretto sulle accuse del rapporto Sargentini, al Parlamento europeo, domani. Il rapporto non solo contiene errori, ma anche bugie, e casi già chiusi. E' un tentativo disperato a favore dei politici della sinistra liberale, per mettere in piedi un tribunale. E' una caccia alle streghe contro l'Ungheria, ed è pericolosa" perché punta a "dividere l'Europa in due". Così il portavoce del governo, Zoltan Kovacs, sul voto al Parlamento europeo sull'avvio delle procedure dell'articolo 7 sullo stato di diritto.

 

L'esecutivo ungherese ha preparato un rapporto di circa 150 pagine, in risposta alla relazione Sargentini. Nella contro-relazione di Budapest, già inviata ai membri del Parlamento europeo e ai governi dell'Ue, si evidenziano "punto per punto tutti gli errori, i casi già chiusi e le falsità" del rapporto Sargentini, ha spiegato il portavoce del governo Kovacs. Il premier Viktor Orban, avrà solo sette minuti per esporre la sua prospettiva. "L'Ungheria sarà accusata sulla base di falsità che puntano il dito contro lo stato di diritto del Paese. Quindi, è una presa in giro dello stato di diritto, per contenuti e procedure, al Parlamento europeo. Comunque non è necessariamente quanto tempo si ha a disposizione, o la lunghezza del discorso, che darà forza alla nostra posizione politica, ma è il contenuto, e su questo siamo sicuri", ha aggiunto Kovacs.  

 

"Non c'è mai stata intenzione, e non c'è intenzione di lasciare il Ppe, a cui apparteniamo. Kohl ci ha portato lì. Invece di lasciarlo, cosa che forse a molti piacerebbe, vogliamo dimostrare che la nostra prospettiva può aiutare il Ppe", ha aggiunto il portavoce, che rispetto alla possibilità di traghettare la Lega di Salvini nel Ppe spiega: "Non sta a noi. Non siamo a questo punto. Negli ultimi otto anni ci siamo astenuti da dare consigli politici agli altri. Ognuno decide per sé".

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Con il contributo del Parlamento europeo
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