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L'inquinamento aumenta del 15% il rischio di diabete

Vivere in città molto inquinate aumenta di circa il 15% il rischio di sviluppare diabete. La conferma del ruolo dello smog rispetto alla malattia arriva da un ampio studio pubblicato su The Lancet Planetary Health, che si è concentrato sul PM2,5, ovvero le particelle con diametro così piccolo (inferiore a 2,5 µm) da poter penetrare nei polmoni durante la respirazione.

    I ricercatori del Clinical Epidemiology Center a Saint Louis, in Missouri, hanno esaminato i dati di oltre 1,7 milioni di veterani statunitensi senza precedenti di diabete, che sono stati seguiti per 8,5 anni. L'aumento del rischio per chi vive in aree con aree con alta concentrazione di PM 2,5 è stato in media del 15%, ma con una notevole variabilità geografica. E' infatti maggiore nei paesi a basso reddito in cui non sono ancora sviluppate politiche per il miglioramento della qualità dell'aria, come Cina, India e Indonesia. Ciò non significa però che non abbia impatto in paesi con inquinamento minore. Il rischio, infatti, "è significativo anche a livelli di inquinamento atmosferico inferiori a quelli considerati sicuri dall'Environmental Protection Agency, l'ente per la protezione dell'ambiente e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)", spiega Ziyad Al-Aly, autore dello studio. Quindi, aggiunge, "i livelli di guardia attuali non sono ancora sufficientemente sicuri e dovrebbero essere rafforzati".

    Gli inquinanti, spiega Agostino Consoli, presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia (Sid), "entrano nel flusso del sangue e arrivano ai tessuti, producendo effetti patologici. In particolare aumentano i livelli di infiammazione, e questi a loro volta sono i primi indagati sia per i danni cardiovascolari che per la diminuzione della capacità delle cellule beta pancreatiche di produrre insulina in maniera appropriata rispetto alle necessità. L'altra possibilità - prosegue - è che l'esposizione all'inquinamento sia collegata a stili di vita meno sani. Resta valido il consiglio di non fare attività sportiva in ore di punta e l'appello a contribuire, ognuno per le proprie possibilità, a dare un contributo per lo sviluppo di città più vivibili".
   

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