Giovedì, 22 Novembre 2018
TV E POLITICA

Università, l'ex Iena catanese Giarrusso "arruolato" al ministero per scovare concorsi truccati

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L'ex Iena Dino Giarrusso

Dalla tv al ministero dell’Istruzione ma sempre a caccia di concorsi universitari truccati: l’ex Iena Dino Giarrusso avrà il compito di verificare e controllare per conto del Sottosegretario all’Istruzione M5S Lorenzo Fioramonti il buon andamento delle procedure di selezione di professori e ricercatori. Nessuna intenzione di sostituirsi ai magistrati, spiega però Giarrusso: «Vogliamo essere una sponda contro i ricatti».

Una scelta contestata però dal Partito democratico che è pronto a portare in Parlamento il governo per ottenere spiegazioni sul merito e sul metodo.

La strada scelta dal sottosegretario 5S, a sua volta con un profilo da accademico alle spalle nei temi economici, secondo i Democratici «trasforma il ministero in una trasmissione televisiva, alla ricerca dello scandalo». Invece, dice la senatrice Pd Simona Malpezzi, vicepresidente del gruppo dem a Palazzo Madama, servono «proposte e idee». Ma non solo. Il Pd punta il dito anche contro la ex Iena, candidato alle scorse elezioni proprio con i pentastellati e poi non entrato in Parlamento: per lui, commenta Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, «il reddito di cittadinanza esiste già».

Giarrusso respinge le accuse al mittente e spiega di avere un incarico più ampio, ricevuto già a luglio scorso, in qualità di "segretario particolare" del sottosegretario Fioramonti. «E io - racconta - l’ho accettato con piacere dimettendomi dall’incarico che avevo in Regione come responsabile della comunicazione dei 5S: non ho certo tenuto il piede in due scarpe».

Fioramonti nel post su Facebook in cui dà l’annuncio del nuovo incarico affidato all’ex Iena spiega «di aver già ricevuto oltre trenta segnalazioni di concorsi sospetti». Ed è proprio a partire da queste segnalazioni che Giarrusso, insieme ad altri funzionari del ministero, lavorerà per verificare la correttezza delle procedure. «Se vi è notizia di reato uno va in procura ma esistono tante situazioni - è la convinzione del nuovo 'controllorè - che non presentano la fattispecie del reato ma che può essere utile approfondire. Non tutto quello che è male - dice - è reato. Vogliamo evitare i soprusi, combattere una piaga, offrire alle persone una sponda ma anche vigilare, rendere il sistema efficiente».

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