Martedì, 25 Settembre 2018

Il sogno di Giò Ponti si materializza, ecco Linea Diamante

ROMA - Sono serviti 65 anni per veder passare la Linea Diamante dalla carta a prototipo in scala 1 a 1 ma, alla fine, il sogno su ruote del grande architetto Giò Ponti è diventato realtà. La macchina che nel 1953 anticipava forse troppo i tempi, è una delle principali attrazioni dell'esposizione internazionale Grand Basel, aperta da domani 6 settembre sino al 9 settembre nella città elvetica di Basilea. Il modello è stato realizzato da un team di esperti guidato dalla grande matita contemporanea Roberto Giolito, papà dell'attuale Fiat 500, figura di spicco nel panorama del design automobilistico mondiale, oggi responsabile dell'area Heritage del gruppo FCA. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione della sua squadra di esperti con la Pirelli e con l'Editoriale Domus, che ha patrocinato l'iniziativa.

Ideata ai tempi in collaborazione con Alberto Rosselli, la Linea Diamante fu concepita con l'intento di far incontrare i canoni della progettazione automobilistica con i principi dhe allora ersno alla base dell'architettura e del design industriale. Lo studio, fu sviluppato come reazione allo stile rigoroso dell'epoca, caratterizzato da forme grandi e gonfie con finestrini piccoli e interni scuri. L'auto ebbe come punto di partenza una sagoma aerodinamica a forma di lacrima, poi sviluppata nella più spigolosa Linea Diamante: seguendo concetti di tipo architettonico, prevedeva pannelli della carrozzeria e finestrini piatti e un'ampia superficie vetrata in grado di inondare di luce l'abitacolo, a cui si poteva accedere con portiere apribili a libro. Proporzioni armoniose e un ampio abitacolo completavano il quadro di una vettura dal design che per l'epoca era rivoluzionario e che ancora oggi appare moderno.

Tra le novità assolute c'erano i paraurti di gomma, materiale protettivo utilizzato lungo tutto il perimetro della macchina, con respingenti montati su molle nella parte anteriore e posteriore. Una soluzione che all'epoca avrebbe dovuto essere realizzata con Pirelli. Il pavimento è stampato con una replica ingrandita delle linee geometriche delle piastrelle di ceramica progettate da Ponti, che riprendono le linee angolose dell'auto.

Anche il colore dell'auto riprende le sfumature di azzurro all'epoca predilette da Ponti.

Pensata per carrozzare il telaio di un'Alfa Romeo 1900, dopo il mancato accordo con Carrozzeria Touring la Linea Diamante non vide mai la luce; il progetto non venne accettato neppure da Fiat e rimase allo stato di scala 1:10. "Vent'anni dopo - ricordano dalla rivista Domus - molte auto avrebbero adottato i principi incarnati dall'automobile di Ponti, come la Renault 16 della metà degli anni Sessanta e la prima versione della Volkswagen Passat del 1972. Applicazioni del design dell'auto che rappresentavano la rivincita di Ponti, di cui mettevano in luce la genialità e la preveggenza".

Per Roberto Giolito "il design è architettura in movimento e questo brillante e arioso progetto è ancor oggi rivoluzionario.

Ci è voluto del tempo - chiarisce - per scegliere tra differenti documenti allo scopo di decifrare schizzi e studi. È stato fondamentale avere al lavoro le persone giuste, che hanno fatto da mediatori tra gli aspetti creativi e gli aspetti della produzione industriale. Portare un'auto da un semplice schizzo a un veicolo a dimensioni reali è uno lavoro notevole".

Sul valore progetto, il professor Paolo Tumminelli, presidente dell'advisory board di Grand Basel, sottolinea: "Negli anni, l'automobile ha esercitato e subito gli influssi del design, dell'architettura e dell'arte, e l'Automobile di Ponti rappresenta un archetipo di questo rapporto reciproco".

Per Maria Giovanna Mazzocchi, presidente di Editoriale Domus, la soddisfazione di contribuire a portare questo sogno su ruote a diventare realtà è stata grande: "È una collaborazione che ha un legame perfetto con Domus, oggi fresca novantenne, fondata proprio da Gio Ponti nel 1928. Abbiamo affrontato questa difficile sfida con entusiasmo, e siamo orgogliosi e soddisfatti dei risultati".

© Riproduzione riservata

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