Domenica, 23 Settembre 2018
LA PROTESTA

Diciotti, i vescovi siciliani pensano allo sciopero della fame. Due associazioni ricorrono al Tar

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Antonio Staglianò, vescovo di Noto

"Il dramma delle 150 persone costrette a restare sulla nave Diciotti dimostra con sempre maggiore evidenza che l'Europa come 'soggetto umano' non esiste: civiltà, culture, arte, poesia, letteratura, musica, bellezza, è tutto travolto dallo tsunami dei soldi e del calcolo". Il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, interviene, in qualità di delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per le migrazioni, sulla vicenda della nave Diciotti.

"L'economicismo è la lente distorcente che impedisce di guardare alla questione migranti come 'fenomeno umano'. Su questa via si smarrisce l'humanitas e sfuma totalmente quella pietas che di ogni umanità è la vera forza interiore. Se non esiste l'Europa, l'Italia agonizza: la linea dura del governo sta ottenendo 'risultati' apprezzati da molti, ma è come l'ultima luce di una candela che si sta spegnendo. La speranza (non solo cristiana) è che l'Italia resti umana", aggiunge.

"L''Italia, che per mantenere la linea dura nei confronti dell'Europa insensibile e anestetizzata, nemmeno si commuove per lo sciopero della fame di 150 persone umane, nostri fratelli e amici, resterà ancora 'bella', ma ormai 'senz'anima'". I vescovi di Sicilia si stanno interrogando sulla necessità di passare dalla riflessione ai fatti. Occorre subito mobilitarsi: "Magari - aggiunge - salendo sulla Diciotti e fare con loro lo sciopero della fame? O qualche altra iniziativa di solidarietà che manifesti il volto popolare di una Chiesa impegnata fattivamente su questo problema".

Ricorso urgente al Tar di Catania, intanto, da parte di due associazioni umanitarie, l'Alterego Diritti Onlus e K-Alma, contro il provvedimento con cui il ministro degli Interni Matteo Salvini, "violando tutte le procedure operative standard previste dalla vigente normativa impedisce lo sbarco dei migranti presenti".
Secondo i legali, Salvatore e Giuliano Di Pardo del Foro di Campobasso, "tale provvedimento non è noto nei suoi contenuti, ma ne sono chiari gli effetti, atteso che di fatto i migranti risultano trattenuti sulla nave della marina militare italiana. In realtà non ne è chiaro il motivo, neppure ne è chiaro il motivo atteso che gli stessi non sono clandestini poiché sono stati imbarcati dalla nave militare italiana in acque di competenza maltese".
L'Associazione Alterego Diritti-ONLUS, si occupa della tutela dei diritti individuali e delle formazioni sociali, con particolare riferimento ai diritti dei migranti. L'Associazione K-Alma - che ha come partner la Fondazione Erri De Luca - si occupa invece della promozione e difesa delle libertà diretta a tutelare la dignità umana, la promozione e difesa della libertà personale ovvero l'immunità del corpo e dell'essere umano da costrizioni, limitazioni o privazioni illegittime; è anche titolare e portavoce della campagna "LasciateCi Entrare" contro la detenzione amministrativa dei migranti.
"A seguito del ricorso - sottolineano ancora i legali - comunque il ministero dovrà difendere e costituirsi in giudizio producendo il provvedimento di cui peraltro è stata chiesta l'esibizione dinanzi al giudice amministrativo. Questo agevolerà anche i magistrati della Procura che per capire chi ha fatto il provvedimento e cosa in tale provvedimento sia scritto sono partiti da Catania e vanno verso la sede del ministero a Roma per interrogare i funzionari del Viminale".

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