Lunedì, 24 Settembre 2018
MIGRANTI

Caso nave Diciotti, Salvini: "I 29 bambini scendano". Inchiesta della procura di Agrigento per sequestro di persona

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Migranti sulla nave Diciotti

Per i migranti a bordo di nave Diciotti - dopo cinque giorni di navigazione e due fermi nel porto di Catania - una prima buona notizia: scendono dalla nave i 29 minori non accompagnati. Il ministro Salvini, in serata, dà il via libera allo sbarco, dopo le sollecitazioni di tanti - cittadini, associazioni - ed anche della Procura di Agrigento e di quella dei minori di Catania. Ma finora è l’unica concessione. E resta incerto il futuro degli altri 148 immigrati a bordo: «I bimbi della Diciotti possono scendere, gli altri si attaccano», ha detto senza mezzi termini Salvini.

E’ di oggi, intanto, la notizia che nel fascicolo aperto dalla procura di Agrigento si ipotizza anche il reato di sequestro di persona. «Mi denunciano? Facciano pure!», la replica del responsabile del Viminale.

E non sono mancate anche oggi le critiche di Malta all’Italia accusata di «non rispettare gli impegni», mentre il premier Conte si appella all’Europa che, senza ricevere finora risposte dagli altri Paesi, prende tempo. Un mare agitato da polemiche e veti incrociati, nel quale l’Unione europea stenta a trovare una soluzione per la ripartizione dei profughi e convoca per dopodomani una riunione tra 12 Paesi proprio per questo.

Il primo passo in avanti, finora, è il via libera allo sbarco dei 29 minori non accompagnati, chiesto ufficialmente dalla Procura dei minori di Catania in base alle convenzioni internazionali e alla legge italiana. Si tratta di ragazzi eritrei tra i 14 e i 16 anni e di una bambina, per i quali il vicepremier Salvini ha dato il suo ok dopo ore di appelli: saranno trasferiti in due centri di accoglienza messi a disposizione dai Servizi sociali del Comune di Catania.

Gli altri migranti, invece, restano in attesa. Come tutti. L'Europa è ferma al palo, e nonostante sia in contatto da giorni con gli Stati membri per trovare una soluzione, «l'imperativo umanitario» - così come lo ha definito il portavoce della Commissione - stenta a trovare un soggetto disponibile. E il premier Conte sbotta: «Ma l’Europa vuole battere un colpo? Ancora una volta l’Italia sta mostrando il suo volto umanitario, ma il prezzo non può essere rimanere abbandonata a sé stessa». Gli fa eco Toninelli: Se non manterranno gli impegni presi sui migranti «noi faremo le nostre controdeduzioni su altri dossier», dice il ministro dei Trasporti.

Ma c'è anche chi punta il dito proprio contro l’Italia. Malta, che oggi ha riferito di aver soccorso altri cento naufraghi su un barcone, spiega che «sfortunatamente, Roma non ha ancora rispettato i suoi impegni sul meccanismo di redistribuzione dei migranti sbarcati a La Valletta dalla Lifeline il 27 giugno», replicando così a Salvini, il quale ieri ha accusato il governo maltese di non rispettare i suoi impegni sugli immigrati sbarcati giugno a Pozzallo.
Ma sul ministro dell’Interno c'è anche il pressing del presidente della Camera, Roberto Fico. Che già di prima mattina dichiarava che «le 177 persone devono poter sbarcare. Non possono essere più trattenute a bordo, poi si procederà alla loro ricollocazione nella Ue». Salvini gli ha risposto secco: "Tu fai il presidente dalla Camera e io faccio il ministro, con un programma e un contratto di governo ben preciso». Pronta la controreplica: «Per me far il presidente della Camera - risponde Fico - significa fare sì che lo Stato non rinneghi mai principi fondamentali e dignità umana».

Aldilà degli scontri politici, ci sono le indagini della magistratura sul caso Diciotti: il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, salito oggi a bordo della nave, ha aperto un’indagine per sequestro di persona e arresto illegale per il trattenimento dei migranti a bordo. «Processatemi - risponde provocatoriamente il vicepremier leghista - Io sono qua e ho il mandato preciso di difendere i confini di questo Paese».

L’inchiesta è a carico di ignoti, ma - viene fatto notare in ambienti giudiziari - qualora fossero individuate responsabilità da parte di esponenti del Governo la palla passerebbe al tribunale dei ministri. Oltre ad Agrigento, sulla vicenda indaga anche la Dda di Palermo, che ha invece aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di esseri umani. Anche i pm di Catania, infine, hanno deciso di aprire un fascicolo di «atti relativi» per accertare l'esistenza di eventuali reati.

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