Martedì, 18 Dicembre 2018

Cervello, la prima mappa delle sinapsi

Scienza e Tecnica
La prima mappa delle sinapsi aiuterà a capire meglio come funziona il cervello (fonte: Pixabay)
© ANSA

Pronta la prima mappa completa delle connessioni fra le cellule del cervello: permette di capire come si organizzano oltre un miliardo di questi punti di contatto, chiamati sinapsi, attraverso i quali vengono trasmessi i segnali che permettono ai neuroni di comunicare tra loro. Chiamata sinaptoma e basata sui dati relativi al cervello dei topi, la mappa potrà aiutare a comprendere come funziona il cervello e come si sviluppano malattie come autismo e schizofrenia, nelle quali le sinapsi funzionano in modo anomalo. Pubblicato sulla rivista Neuron, il risultato si deve ai ricercatori guidati da Seth Grant, dell'università di Edimburgo.

Cruciale per la ricerca è stato il metodo sviluppato dai ricercatori per acquisire informazioni sulla struttura delle singole sinapsi. La tecnica si è basata su topi geneticamente modificati in modo da esprimere proteine fluorescenti nelle sinapsi e tecniche di immagine come la risonanza magnetica. Inoltre la mole di dati catturata è stata analizzata con il contributo dell'intelligenza artificiale. In questo modo è stato possibile avere uno schema completo di tutte le sinapsi del cervello.

E' stato visto che quando i topi erano impegnati in attività diverse, come mangiare, correre e saltare si attivavano differenti gruppi di sinapsi. Inoltre è stato visto che nei topi allevati per rispecchiare aspetti dell'autismo e della schizofrenia, le sinapsi funzionano in modo anomalo. "Il cervello - ha rilevato Grant - è l'organo più complesso che conosciamo e comprendere le sue connessioni a questo livello rappresenta un importante passo in avanti per svelare i suoi misteri". Per esempio la mappa potrebbe aiutare a far luce su come pensiamo, su come si formano i ricordi e perché a volte li dimentichiamo. "Siamo rimasti colpiti - ha aggiunto - dalla diversità fra le sinapsi. Questa mappa apre nuove strade di ricerca che potrebbero trasformare la nostra conoscenza delle malattie del cervello e dei comportamenti".

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