Martedì, 18 Dicembre 2018
NEL VENEZIANO

Tenta di uccidere la suocera in ospedale, badante la salva

Ha tentato una scusa inverosimile - una nuova "manovra" per rianimare l’anziana ricoverata - ma non è stato creduto ed è finito in manette un 56enne di Codevigo che avrebbe tentato di uccidere la suocera, ricoverata in ospedale a Chioggia per una ischemia cerebrale.

La fortuna dell’83enne è stata una badante, che accudiva una signora nella stessa stanza. Uscita brevemente perché la sua assistita dormiva, è rientrata all’improvviso, notando l’uomo che un telo cerato in mano tentava di coprire il naso e la bocca della suocera, che muoveva la testa per liberarsi. Mentre tentava il soffocamento, nell’altra mano teneva un telefono cellulare di cui fissava lo schermo, controllando lo scorrere del tempo mediante un cronometro. La badante ha fissato la scena per alcuni secondi, sino a quando questi non si è accorto della sua presenza e ha mollato la presa. L’anziana è riuscita a riprendere fiato, e pian piano la respirazione si è normalizzata.

L’assistente è corsa fuori della stanza, informando un’infermiera di quanto era accaduto. A questo punto il genero della donna ha tentato la carta della 'pratica innovativà, oltretutto sconosciuta ai medici: una manovra, ha detto, che sarebbe dovuta servire a provocare reazioni nella paziente. Mentre lo spiegava ha mimato nuovamente i gesti compiuti con il telo cerato davanti alla testimone, che ha ripreso tutto con uno smartphone.

Nessuno ha creduto al 56enne, e per lui sono scattate le manette. Il Gip del tribunale di Venezia, accogliendo le risultanze dell’indagine, ha emesso così una misura di custodia cautelare per l’ipotesi di tentato omicidio, notificata dai Carabinieri di Chioggia che hanno condotto l’indagato in carcere.

L’ipotesi degli investigatori è che l’uomo, disoccupato dal 2015, emotivamente provato dalla recente perdita della madre, fosse preoccupato dall’impegno economico che le cure per la suocera - prossima alle dimissioni dall’ospedale - avrebbero comportato, senza tralasciare che l’anziana risulterebbe in possesso di cospicui risparmi e di una casa di proprietà.

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